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Cina, cristiani perseguitati: obbligo di rinuncia alla fede in cambio di sussidi sociali

Il rapporto della rivista sulla libertà religiosa e i diritti umani in Cina, Bitter Winter.

In Cina, il Partito Comunista Cinese (PCC) sta costringendo i credenti a rinunciare al proprio credo e a sostituire i simboli e le immagini religiose, con i ritratti del presidente Mao e del presidente Xi Jinping. I rapporti provengono da Bitter Winter, una pubblicazione che il Dipartimento di Stato americano ha citato nei rapporti ufficiali e descrive come “una rivista online sulla libertà religiosa e i diritti umani in Cina”.

Alcuni mesi fa, secondo quanto riferito, i funzionari comunisti di Linfen hanno convocato, per un incontro, i funzionari di tutte le città e i villaggi sotto il suo governo. «Ai partecipanti è stato ordinato di rimuovere croci, simboli religiosi e immagini dalle case dei credenti che ricevono sussidi sociali, e di sostituirli con i ritratti del presidente Mao e del presidente Xi Jinping», ha riferito Bitter Winter. «I funzionari sono stati incaricati di annullare i sussidi, a chi protesta contro l’ordine».

Un membro di una chiesa ha detto alla rivista, che i funzionari comunisti hanno strappato gli scritti religiosi e un calendario di Gesù, nella sua casa, e l’hanno sostituito con un’immagine di Mao Zedong, il dittatore più omicida della storia del mondo. Il funzionario comunista avrebbe detto alla persona, che: «Le famiglie religiose povere non possono ricevere denaro dallo Stato se non obbediscono al Partito Comunista».

Bitter Winter continua così: «Un predicatore di una chiesa domestica ha ricevuto la visita di funzionari locali a maggio. Questi hanno rimosso una croce e le immagini di Gesù dalla sua casa e hanno affisso un ritratto di Mao Zedong». Il predicatore continua dicendo: «A tutte le famiglie povere della città è stato detto di mostrare le immagini di Mao Zedong. Il governo sta cercando di eliminare il nostro credo e vuole diventare Dio, sostituendosi a Gesù».

Bitter Winter ha anche evidenziato diversi presunti esempi, di persone, tagliate fuori dal welfare perché si sono rifiutate di firmare una dichiarazione di rinuncia alla loro fede. Bitter Winter riferisce di tutte le persecuzioni religiose in Cina, compreso il trattamento riservato dalla Cina ai musulmani, che include l’essere portati nei campi di concentramento e l’essere sottoposti a lavori forzati.

Da tempo esistono rapporti che documentano i tentativi del Partito Comunista cinese di indurre la gente a rinunciare alla propria fede cristiana. Il Washington Post ha riferito nel 2017: «Gesù Cristo non vi trascinerà fuori dalla povertà né curerà le vostre malattie, ma il Partito Comunista cinese sì, quindi tirate giù quelle foto di Cristo e mettete su una bella fotografia del presidente Xi Jinping». Questo è ciò che hanno detto migliaia di abitanti dei villaggi del sud-est della Cina, in segno del crescente culto della personalità, intorno al potente leader del Paese, e della crescente pressione sul culto cristiano.

Qi Yan, presidente del congresso del popolo di Huangjinbu, ha detto al South China Morning Post nel 2017: «Molte famiglie povere sono sprofondate nella povertà a causa di malattie. Alcuni hanno fatto ricorso alla fede in Gesù per curare le loro malattie. Ma noi abbiamo cercato di dire loro che ammalarsi è una cosa fisica, e che le persone che possono davvero aiutarli sono il Partito Comunista e il segretario generale Xi».

«Molti contadini sono ignoranti. Pensano che Dio sia il loro salvatore», ha detto Qi. E conclude: «Dopo il lavoro dei nostri quadri, si renderanno conto dei loro errori e penseranno: non dobbiamo più fare affidamento su Gesù, ma sul Partito, per ottenere aiuto».

Fonte: The Daily Wire

Leggi anche: In Cina continua la persecuzione dei cristiani: 400 chiese protestanti colpite

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