Esteri

Cina, con il coronavirus è aumentata la persecuzione religiosa

«La tragedia del coronavirus ha un aspetto segreto: rende più dura la persecuzione già in atto di minoranze religiose come i musulmani uiguri nello Xinjiang, il Falun Gong e la Chiesa di Dio Onnipotente».

Lo afferma il sociologo torinese Massimo Introvigne, che dirige a Torino il Cesnur e il magazine quotidiano sulla religione in Cina Bitter Winter, pubblicato in cinque lingue tra cui l’italiano.

«Primo – spiega Introvigne – il virus si diffonde più rapidamente nel contesto affollato dei campi di concentramento e nelle prigioni, e le autorità cinesi si rifiutano di fornire dati su quanti sono i contagiati nel loro immenso sistema carcerario. Secondo, Bitter Winter ha documentato come da quando è esploso il virus gli arresti di membri di minoranze religiose sono aumentati, e le notizie si perdono perché tutta l’attenzione è sull’epidemia. Terzo, aumentano i pericoli per i rifugiati all’estero le cui domande di asilo per motivi di persecuzione religiosa dovessero essere respinte, tanto più in un contesto di sospetto e ostilità verso i cinesi in genere: se fossero rimpatriati in Cina, sarebbero spediti in prigioni ad alto rischio a causa del virus».

Introvigne menziona, e ritiene credibile, un rapporto appena pubblicato dalla Chiesa di Dio Onnipotente, un nuovo movimento religioso con quattro milioni di fedeli che crede che Dio sia ritornato sulla Terra incarnandosi in una donna cinese che oggi vive in esilio in Occidente, cui il sociologo ha appena dedicato un libro pubblicato da Oxford University Press e che definisce «il movimento religioso oggi più perseguitato in Cina».

Secondo il rapporto, nel 2019 6.132 membri della Cdo sono stati arrestati, 3.824 sono stati sottoposti a varie forme di tortura o indottrinamento forzato, e 19 sono morti a causa delle persecuzioni. In generale, più di 30.000 fedeli della Cdo sono stati sottoposti a qualche forma di persecuzione nel 2019. Quelli che sono stati costretti a firmare dichiarazioni di rinuncia alla loro fede, o hanno perso le loro case, i beni o il lavoro si contano a migliaia. Insieme ad altre organizzazioni, il Cesnur ha lanciato una lettera aperta alle autorità politiche perché accolgano i rifugiati della Chiesa di Dio Onnipotente.

«In Italia sono più di mille», afferma Introvigne. «Sono qui da lungo tempo, da ben prima del virus. Il virus lo prenderebbero se fossero rimandati in Cina, dove sarebbero certamente messi in prigione».

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