Chirurgia e Pro-life: nascituro di 20 settimane salvato con una trasfusione di sangue

di Walter Giannò

Un’operazione chirurgica delicata su un nascituro direttamente sull’utero della mamma ha uno stretto legame con la causa pro life: ecco perché.

(di Walter Giannò) I medici di un ospedale di Londra hanno effettuato una trasfusione di sangue nell’utero su un bambino di appena 20 settimane. Un medico ha utilizzato un sensore a ultrasuoni per guidare l’ago nel cordone ombelicale che all’epoca dell’intervento era largo circa 2-3 mm.  Edward, chiamato anche Teddy, ha ricevuto ulteriori trasfusioni prima e dopo la nascita ed è ora «felice e sano».

Il bambino ha sviluppato l’anemia quando i suoi globuli rossi sono stati attaccati dagli anticorpi presenti nei globuli della madre. Ciò ha portato all’idrope fetale, un accumulo di liquido nel petto e nell’addome per cui è stato necessario questo delicato intervento.

La dott.ssa Amarnath Bhide, che ha guidato la procedura, ha affermato: «Sono molto contenta per Emma e Teddy. Abbiamo già eseguito questa procedura ma per noi è raro doverlo fare all’inizio di una gravidanza. Tutto è così piccolo in 20 settimane e aumenta anche la possibilità che le cose vadano male».

Perché è un caso importante ‘pro life’

L’aborto è attualmente legale in Gran Bretagna fino a 24 settimane o fino alla nascita in caso di gravi disabilità.

Commentando il caso, Michael Robinson, direttore delle comunicazioni per la Society for the Protection of Unborn Children Scotland, ha affermato:

«Gli sviluppi scientifici e le nuove tecnologie stanno oggi infondendo un senso di timore reverenziale che la società non ha mai avuto prima, sulla bellezza e la dignità di ogni bambino non ancora nato. L’uso della chirurgia nell’utero sottolinea che i bambini non ancora nati sono umani».

Altro intervento simile

A maggio i medici hanno eseguito il primo intervento chirurgico nell’utero nel Regno Unito per curare un bambino con spina bifida, una condizione che si verifica quando la colonna vertebrale e il midollo spinale di un bambino non si sviluppano correttamente nell’utero. L’operazione è durata tre ore e i chirurgi hanno rimesso nella sua posizione corretta la sezione esposta del midollo spinale. Oggi anche questo bambino sta bene.

Walter Giannò

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