Chi è De Vito, recordman di voti tra i grillini romani

di VoceControCorrente

L’esponente storico del Movimento 5 stelle è stato arrestato questa mattina, con l’accusa di corruzione e traffico di influenze.

Marcello De Vito è considerato da molti  il “grillino” più potente di Roma. Lo sa bene Beppe Grillo, a cui il politico arrestato è sempre stato vicinissimo. Avvocato, quarantaquattro anno, è entrato nel Movimento 5 stelle durante il 2012, sostenendo le battaglie portate avanti dello storico fondatore. Ha sposato la causa “antipolitica” già in occasione delle Regionali nel Lazio del 2013, in cui fu “factotum” nell’organizzazione delle liste. Ma il Movimento perse quella competizione e il candidato grillino Davide Barillari arrivò dietro Nicola Zingaretti e Francesco Storace.

Ma la sua prima vera sfida fu la corsa al Campidoglio. Sempre nel 2013, dopo l’exploit delle Politiche, i pentastellati cercarono di sfruttare l’impopolarità di destra e sinistra, per strappare il governo di Roma. De Vito fu candidato a sindaco, ma arrivò soltanto al terzo posto con il 12,43%.

Entrato in consiglio comunale, da allora fino al 2016 si è dedicato alla battaglia in aula, insieme a un’altra new entry della politica romana grillina: Virginia Raggi. Con lei però i rapporti iniziarono a farsi conflittuali fin da subito: la crescente popolarità della Raggi rischiava di oscurare la stella di De Vito e negargli la possibilità di ripresentarsi come candidato sindaco. E così avvenne. Nel 2016, i due si scontrarono alle “comunarie” del M5S, ma lei vinse con il 45%, staccando di dieci punti il compagno d’aula.

Con la vittoria del M5S, per De Vito arrivò la rielezione (ben 6500 preferenze) e l’ascesa alla presidenza del consiglio comunale capitolino. Un ruolo assai importante, ma molto meno visibile rispetto a quello della neo “sindaca”, con cui i rapporti sembrerebbero essere diventati davvero pessimi. Negli anni, infatti, il capo dell’Assemblea capitolina si è avvicinato sempre più a Roberta Lombardi, ex candidata governatore del Lazio e “acerrima nemica” di Virginia Raggi nel Movimento.

Più volte, in questi anni, la magistratura ha rintracciato conversazioni private tra il sindaco e i suoi più stretti collaboratori, in cui ad essere attaccato era proprio Marcello De Vito.

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