Certificato di nascita con due madri? La Consulta conferma il no: “Ricorso inammissibile”

di VoceControCorrente

La Corte Costizionale alcuni giorni fa ha giudicato «inammissibile per difetti della motivazione dell’ordinanza di rimessione» la questione sollevata dal Tribunale di Pisa sulla formazione di un atto di nascita in cui si riconoscano due madri come genitrici di un bambino nato in Italia (seppur la fecondazione assistita etereologa è avvenuta in Danimarca) ma di nazionalità statunitense, acquisita dalla madre gestazionale.

Le due donne si sono sposate nel Wisconsin e la legge di quello Stato le riconosce come genitrici in caso di figli.

La Consulta ha, però, sottolineato che «il Tribunale ha riferito il proprio dubbio di costituzionalità a una norma interna che avrebbe impedito l’applicazione della legge straniera, rilevante nel caso concreto in ragione della nazionalità del minore, ma non ha individuato con chiarezza la disposizione contestata, né ha dato adeguato conto della sua affermata natura di ‘norma di applicazione necessaria»

Le motivazioni della sentenza, comunque, saranno depositate nelle prossime settimane.

LA VICENDA

Come raccontato dal Sole24ore.com, l’ufficiale dello stato civile si è rifiutato di formare l’atto di nascita con l’indicazione dei due genitori dello stesso sesso: da un lato la madre gestazionale americana, dall’altra quella intenzionale italiana.

Il Tribunale di Pisa non ha contestato questa posizione perché sono molte le norme dell’ordinamento italino che fanno riferimento a un genitore di sesso maschile e uno di sesso femminile, da cui si desume che un atto di nascita in cui siano indicate due madri in Italia non possa essere formato.

E ciò anche se alcuni sindaci – in nome dei diritti civili – hanno deciso di procedere all’iscrizione in anagrafe di figli di coppie gay, come successo a Torino dove Chiara Appendino è stata la prima, un anno e mezzo fa, a dire sì all’iscrizione di un bambino nato in Italia.

In conclusione, la Consulta ha confermato che l’omogenitoralità non è prevista dall’ordinamento giuridico italiano perché i bambini sono soggetti di diritto e perché, stando all’articolo 29 della Costituzione, la famiglia è una «società naturale fondata sul matrimonio». Ora, è vero che i Padri costituenti non inserirono l’integrazione «tra marito e moglie» ma perché si ritenne inutile tale specificazione. Non potevano di certo immaginare che un giorno si sarebbe parlato del matrimonio tra persone dello stesso sesso…

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