Celibato dei sacerdoti, papa Ratzinger: “Non posso tacere”

di VoceControCorrente

Intervento a ‘gamba tesa’ del papa emerito Benedetto XVI sul celibato dei sacerdoti cattolici o meglio nel processo decisionale di papa Francesco conseguente al Sinodo sull’Amazzonia, durante il quale si è sviluppata l’ipotesi di concedere il sacerdozio a uomini sposati perché in quella parte del mondo c’è carenza di preti.

Infatti, nel libro Dal profondo del nostro cuore, scritto dal tedesco insieme al cardinale Robert Sarah (entrambi consercatori), in uscita in Francia il prossimo 15 gennaio (e in Italia a febbraio), Benedetto XVI (così ha deciso di firmarsi), ha scritto: «Non posso tacere, il celibato è indispensabile. Io credo che il celibato dei sacerdoti abbia un grande significato ed è indispensabile perché il nostro cammino verso Dio possa restare il fondamento della nostra vita».

Poche parole ma tuonanti che sanno di messaggio pubblicato inviato a papa Francesco, decisamente più progressista e non solo per quanto concerne il tema del celibato sacerdotale.

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Sulla questione è intervenuto Michele Pennisi, arcivescovo di Monreale, intervistato da La Stampa: «Benedetto XVI ha legittimamente espresso la sua convinzione. Tocca a Francesco tenere presente l’universalità della Chiesa e prendere una decisione, tenendo conto di una tradizione testimoniata dai tempi della lettera di san Paolo ai Corinti».

Secondo Pennisi il no è «una convenienza, un’utilità dal punto di vista spirituale ed ecclesiale, nel senso che si ritiene tradizionalmente che il celibato metta in condizione di donarsi in maniera integrale alla propria missione. Ma non significa che cià non accada anche per il clero uxorato. Nelle Chiese ortodosse a non sposarsi sono i vescovi e i monaci. Nella Chiesa latina i presbiteri sono celibi, i diaconi permanenti no».

L’arcivescovo di Monreale ha ricordato che «è dal Concilio Vaticano II che si discute di ‘viri probati’, cioè dell’ordinazione di uomini sposati di una certa età e di provata fede che possano celebrare messa in quelle comunità che hanno scarsità di sacerdoti e dove è difficile che un prete possa recarsi regolarmente. Nel 1971 la proposta fu sottoposta ai vescovi e ottenne scarse adesioni, ma la mancanza di preti non richiede necessariamente l’ordinazione. Si può ovviare estendendo i ministeri».

Infine, «il Sinodo ha riproposto la questione, e occorre aspettare. Si possono esprimere convinzioni, ma poi vale la decisione del Papa. È irrealistico un quadro in cui il Pontefice regnante venga corretto o ostacolato da posizioni contrarie. È il Papa a fare la sintesi e a dare l’indicazione per il bene della Chiesa. Bisognerà vedere quali condizioni verranno trattate. Potrebbe essere una decisione che non riguarda tutto il clero ma solo determinate situazioni o la possibilità di ordinare uomini sposati».

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