Caso Trenta, l’ex ministro rinuncia alla casa: “Ora traslochiamo”

di Gabriele Giovanni Vernengo

Elisabetta Trenta , ministro alla Difesa dal 1 giugno 2018 al 5 settembre 2019 durante il Governo Conte I , lascerà presto la casa di servizio.

Il caso è scoppiato qualche giorno fa. L’esponente politica grillina ha continuato ad occupare gli alloggi del Ministero della Difesa, nonostante il suo mandato da ministro fosse finito da più di due mesi.

L’appartamento è di circa 200 metri quadri e si trova in piazza San Giovanni a Roma. Trenta e suo marito, Claudio Passarelli, maggiore dell’Esercito ed ex ufficiale addetto alla segreteria del vice direttore nazionale degli armamenti) pagavano un affitto mensile di 540 euro.

Fino a ieri, Elisabetta Trenta non sembrava intenzionata a lasciare l’abitazione. La Procura Militare di Roma aveva, infatti, aperto subito un’inchiesta.

«E tutto regolare – aveva spiegato al Corriere della Sera l’ex ministro – avevo bisogno di un posto dove incontrare le persone, di un alloggio grande. Era necessaria riservatezza».

Oltre il ruolo ministeriale però, Trenta afferma che ha «l’atto di cessazione dell’esercito e tre mesi di tempo per andare via (non ancora trascorsi). Intanto mio marito ha fatto richiesta perché è aiutante di campo di un generale e per il suo ruolo può avere quell’appartamento».

Nel frattempo anche il leader grillino Luigi Di Maio aveva invitato Trenta a lasciare l’appartamento e oggi l’ex ministro fa dietrofront.

«Sono una persona per bene, l’intervista è stata strumentalizzata», dice a Radio 24, sottolineando di aver sentito il leader Movimento Cinque Stelle: «Ci ho parlato e ha capito le mie ragioni. Forse da ministro ho dato fastidio a qualcuno, non lo so, ma non voglio alimentare polemiche, sono una donna di Stato», prosegue Trenta che ribadisce di essersi «attenuta alla legge» e di non aver «violato le regole». «Mio marito – rivela – ha presentato la rinuncia al diritto all’alloggio». «Lasceremo l’appartamento nel tempo che ci sarà dato per fare un trasloco e mettere a posto la mia vita da un’altra parte. Sono una cittadina come gli altri, chiedo e pretendo rispetto».

«Ho parlato con Di Maio e ha capito le mie ragioni… Credo che le abbia capite, poi non lo so che cosa vogliano fare…», aggiunge. «Chiaramente non sono stata trattata bene, questo si è visto ma io ci credo nel Movimento cinque stelle, non lo abbandonerò».

«Non ho nessuna intenzione di lasciare il Movimento cinque stelle. Certo, sono dispiaciuta» per quanto accaduto. Ma «non smetterò di fare politica e non lascerò il Movimento: uno vale uno. La mia faccia è pulita. sono una donna di Stato: lo sono stata e lo sarò sempre. L’etica è alla base della mia vita. Fate di me quello che volete, sono qui». «Mi è dispiaciuto – ha sottolineato – che prima di giudicare, nessuno mi abbia chiamato per sapere come stavano effettivamente le cose…». Si prenderà una pausa di riflessione? «Chissà, magari me la prendo, vediamo…».

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