CronacaPolitica

Caso Battisti. Ora, per il terrorista c’è chi vorrebbe l’amnistia

A sinistra tornano le difese per il pluricondannato.

“Cesare Battisti libero”. Sarebbero diversi, fra intellettuali e politici, a sostenere un appello affinché il pluricondannato appena estradato dalla Bolivia torni ora in libertà. Un’idea che suona un po’ “folle”, ma che sembra farsi strada nel mare magnum della sinistra italiana.

Il primo a prendere posizione a tal proposito è stato il leader del “Partito Comunista dei lavoratori”, Marco Ferrando: “Per fatti di trent’anni fa, la soluzione logica dovrebbe essere l’amnistia”. Dello stesso parere è Francesco Caruso, già deputato di Rifondazione Comunista, che ha definito gli omicidi commessi da Battisti quasi un peccato di gioventù da dimenticare:”Il Battisti di allora aveva trent’anni, quello di ora ne ha più di sessanta. Si tratta di due persone completamente diverse”.

A rincarare la dose ci ha pensato Christian Raimo, assessore nel terzo municipio di Roma, che già nel 2004 fu uno dei firmatari del manifesto a sostegno della liberazione del terrorista: “Uno stato forte sceglie l’amnistia”.

Nel frattempo, sul web si è scatenata la polemica contro chi – in queste ore – ha paventato la liberazione del condannato. Alcuni accusano queste persone di avere due pesi e due misure e c’è chi, rivolgendosi a chi detiene incarichi pubblici come Raimo, invita alle dimissioni.

 

 

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