Cronaca

Carola Rackete, la Cassazione: “Ha rispettato il dovere di soccorso”

La Cassazione ha depositato le motivazioni con cui ha confermato il no all’arresto di Carola Rackete, accusata di avere forzato il blocco navale della motovedetta della Guardia di Finanza per impedire l’accesso della Sea Watch, nave da lei comandata.

Ebbene, la tedesca è entrata nel porto di Lampedusa perché «l’obbligo di prestare soccorso non si esaurisce nell’atto di sottrarre i naufraghi al pericolo di perdersi in mare, ma comporta l’obbligo accessorio e conseguente di sbarcarli in un luogo sicuro».

Secondo i giudici, poi, è stata esclusa la natura di nave da guerra della motovedetta perché al comando non c’era un ufficiale della Marina militare, come prescrivono le norme, ma un maresciallo delle Fiamme Gialle. Dunque Rackete ha agito in maniera ‘giustificata’ dal rischio di pericolo per le vite dei migranti a bordo della sua nave.

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Carola Rackete e Matteo Salvini.
Carola Rackete e Matteo Salvini.

Matteo Salvini, parlando in una conferenza stampa a Chieti, in Abruzzo, ha affermato: «Pare che la Cassazione, nelle motivazioni, dice che Rackete non andava arrestata, che ‘non ha commesso reato perché al comando della nave c’era un maresciallo della Finanza e non un comandante’, quindi si giustifica lo speronamento, le voglio leggere queste motivazioni». E ancora: «Ma quelli rischiavano di essere schiacciati come vermi, incredibile».

La collisione è avvenuta lo scorso 29 giugno tra la Sea Watch 3 con a bordo 40 migranti nel porto di Lampedusa e la motovedetta della guardia di Finanza.

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