Cronaca

Carabiniere ucciso: Mario era sposato da un mese, l’addio è straziante

Il dolore per il carabiniere ucciso si fa ancora più forte: era sposato da poco più di un mese, 43 giorni. Ne erano passati 13 dal suo compleanno.

Mario Cerciello Rega, il carabiniere ucciso aveva tutta la vita davanti. L’esistenza del vicebrigadiere trentacinquenne è stata spezzata in maniera brutale, proprio mentre muoveva i passi più importanti per evolversi, per crescere, per regalare al mondo nuovo amore.

Cerciello Rega era sposato da soli 43 giorni. Poco più di un mese. Aveva coronato il suo sogno d’amore con Rosa Maria Esilio. Entrambi, sulle loro pagine social, mostravano felici le fedi. Lei in abito bianco, lui con la divisa. Una divisa che è stata macchiata di sangue.

E quanto l’intera vicenda sia atroce, lo si può leggere anche nello straziante addio scritto dalla pagina Facebook dei Carabinieri:

Il carabiniere ucciso a Roma per mano di due uomini non identificati veva fatto il compleanno solo 13 giorni fa. Ed era tornato da poco dal viaggio di nozze in Madagascar. Dietro il suo omicidio, dietro ciò che ha distrutto per sempre i suoi sogni, c’è qualcosa di incomprensibile.

Mario Cerciello Rega è morto per il cosiddetto “Cavallo di Ritorno“: una pratica illegale diffusa in Italia, con cui i carabinieri devono fare i conti ogni giorno. I malviventi pretendono il pagamento di una somma di denaro per dare indietro ciò che è stato rubato.

Nel caso del carabiniere ucciso, i due malviventi pretendevano 100 euro per un borsello rubato. La vita di Mario Cerciello Rega, però, era votata al giusto. E non ci stava. E così, i due assassini non hanno esitato a dargli 8 coltellate. 8 coltellate perché non si era piegato. 8 coltellate perché voleva fare le cose per bene.

8 coltellate di cui una arrivata al cuore: quel cuore che doveva pulsare ancora a lungo, che avrebbe regalato battiti alla moglie e a una famiglia che tanto desiderava. E che adesso si è fermato, mentre i due killer, impuniti, sono fuggiti.

La caccia ai due uomini è aperta, ma niente potrà mai restituire ciò che la famiglia del carabiniere ucciso ha perso.

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