Cannabis fuori anche da Google: via le app per ordinarla online

di VoceControCorrente

Google vieta alle compagnie legate al commercio di cannabis di vendere semi, piante e derivati attraverso le app.

Anche Google dice no alla cannabis: Big G ha infatti aggiunto una regola che vieta le app che “facilitano” la vendita di marijuana, indipendentemente dal fatto che sia “legale” o meno.

Dopo la sentenza italiana sulla cannabis light e i prodotti derivati, questa notizia appare come molto buona: il colosso dei motori di ricerca vigilerà su app popolari come Eeaze e Weedmaps, che inviavano in tutto il mondo prodotti a base di marijuana.

Apparentemente le app su Android possono ancora promuovere il loro prodotti e l’eventuale coltivazione, ma non è assolutamente permessa la “funzionalità del carrello degli acquisti in-app” per aiutare a organizzare l’acquisto, la consegna e la coltivazione di marijuana.

Google si è allineato all’App Store di Apple, che proibisce già la vendita di marijuana, tabacco o sostanze stupefacenti e vieta l’incoraggiamento di prodotti a base di tabacco, droghe illegali o quantità eccessive di alcol attraverso le app.

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