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Campionessa paralimpica rivela: “Quando ero incinta, mi suggerirono di abortire”

Lo ha raccontato Tanni Grey-Thompson, ex atleta disabile del Galles

Invitata ad abortire perché disabile. È la scioccante storia di Tanni Grey-Thompson, campionessa paralimpica di Cardiff, in Galles, vincitrice di 11 medaglie d’oro e insignita dal parlamento inglese con il titolo di baronessa.

Ha gareggiato fino al 2007 per poi ritirarsi dalla pratica agonistica e diventare un’attivista della disabilità. La donna, oggi 50enne, ha fatto questa scioccante rivelazione sul podcast della disabilità della BBC Stumps, Wheels e Wobblies.

Tanni Grey-Thompson ha la spina bifida, una condizione causata quando la colonna vertebrale e il midollo spinale di un bambino non si sviluppano correttamente nell’utero, ed è perciò costretta sulla sedia a rotelle. Nel 2001 rimase incinta di sua figlia Carys, che oggi ha 17 anni.

«La prima cosa che mi è stata offerta alla mia prima ecografia – ha dichiarato alla trasmissione della BBC – è stata un’interruzione di gravidanza perché ‘le persone come te non dovrebbero avere figli’. Il medico voleva sapere se stessi provando ad avere figli e ho compreso che aveva le idee piuttosto confuse sulla disabilità. Il dottore – ha continuato la campionessa – era preoccupato che le persone con disabilità potessero “riprodursi” e “diffondersi”».

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Ma il medico non è stato l’unico a storcere il naso davanti alla gravidanza. «Quando ero incinta ho perso il conto del numero di persone che mi hanno chiesto come avessi fatto a rimanere incinta. Alla 37esima settimana – ha raccontato – una sconosciuta mi fermò per strada chiedendomi come fosse stato possibile. Ricordo di averle urlato: ‘Ho fatto sesso con mio marito. Come pensi che sia rimasta incinta?’. Mi disse che era disgustoso e così le risposi: ‘Penso che sia piuttosto bello, in realtà’. Per 40 anni – ha concluso – ho dovuto imparare a sviluppare queste risposte, altrimenti griderei come una matta. A volte la gente non vuole essere scortese, ma non ci riesce».

«Durante la realizzazione di un documentario sulla spina bifida, molte donne hanno raccontato che erano state invitate ad abortire quando al loro bambino non ancora nato è stata diagnosticata la malattia – ha affermato Ruth Madeley, attrice e conduttrice del podcast. – La prima cosa che viene loro offerta è una ‘risoluzione’. I tempi non sono molto cambiati dall’esperienza della baronessa Gray-Thompson nel 2001. Il tasso di aborto è ancora dell’80% e molto di questo viene da un medico che lo consiglia».

Naomi Mezzasalma

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