Bullismo, ecco la legge: previsto allontanamento dal bullo dalla famiglia

di VoceControCorrente

Il ragazzo che compie atti di bullismo e che non modifica i propri comportamenti dopo un percorso di rieducazione, potrebbe essere allontanato dalla famiglia dal Tribunale dei minori e affidato a una casa famiglia se la permanenza con i genitori risulta controproducente alla sua rieducazione.

Così prevede, per i casi più gravi di bullismo, la legge che la Commissione Giustizia della Camera ha approvato e che arriverà in Aula lunedì prossimo, 18 novembre. La legge istituisce anche un numero verde, il 114, per le vittime.

In Commissione  – come riportato dall’Ansa – c’è stato un dibattito preliminare tra due impostazioni diverse: da una parte Fratelli d’Italia, sostenuto anche da Lega e Forza Italia, puntava solo all’aspetto penale, introducendo uno specifico reato di bullismo, con pene da sei mesi a quattro anni di carcere; dall’altra la proposta di MoVimento 5 Stelle e sostenuta dal Partito Democratico, che punta soprattutto alla prevenzione e al recupero educativo del ‘bullo’. I

l testo approvato prevede una parte penale per i maggiorenni che accomuna il bullismo allo stalking (articolo 612 bis del codice penale). Molto più articolata la parte preventiva ed rieducativa, nel caso in cui il bullo sia un minore, e infatti si interviene sul processo penale minorile.

La legge prevede che qualsiasi soggetto, nella scuola e fuori da essa, possa segnalare i casi di bullismo al Procuratore, il quale gira al Tribunale dei minori la segnalazione. Il Tribunale apre quindi un procedimento in cui stabilisce «gli obiettivi» di un percorso di rieducazione del «bullo», mentre i dettagli dei «progetti» rieducativo vengono definiti dai servizi sociali insieme alla famiglia del ragazzo (o ragazza).

Concluso il progetto e «comunque con scadenza annuale», il servizio sociale “trasmette al Tribunale per i minorenni una relazione che illustra il percorso e gli esiti dell’intervento. Il Tribunale per i minorenni, valutate le risultanze attestate nella relazione e sentito il minorenne e i genitori o gli esercenti la responsabilità genitoriale, con decreto motivato, può in via alternativa «dichiarare concluso il percorso rieducativo; proseguire il percorso e il progetto; disporre l’affidamento del minorenne ai servizi sociali» oppure «disporre il collocamento del minorenne in una comunità, qualora gli interventi previsti dai numeri precedenti appaiano inadeguati».

In Commissione hanno votato a favore i deputati della maggioranza mentre quelli del centrodestra hanno votato contro. La legge modifica anche le sanzioni pecuniaria per i genitori che non mandano i figli a scuola. Finora essa riguardava solo le famiglie che non facevano frequentare ai figli le elementari, mentre la legge lo estende per i casi in cui i genitori non fanno frequentare ai figli tutte le scuole obbligatorie.

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Francesca Businarolo, presidente della Commissione Giustizia di Montecitorio, ha affermato: «È un testo ottimo, che mira alla cura delle vittime del Bullismo e del cyber-Bullismo, problemi attuali e non risolti – come confermano l’elevato numero di vittime, soprattutto adolescenti, o le indagini statistiche – e interviene con azioni di carattere formativo e riparativo anche sui responsabili».

Businarolo si è detta «molto soddisfatta del gran lavoro, in particolare dalla relatrice Valentina D’Orso e del primo firmatario Devis Dori, sul provvedimento che previene e contrasta i fenomeni del Bullismo e del cyber-Bullismo in tutte le loro manifestazioni. Il testo che inviamo all’esame dell’Aula interviene sull’articolo 612 bis (stalking e gli atti persecutori) estendendo le pene ai comportamenti che determinano emarginazione, effetto tipico sulle vittime del Bullismo; ma il cuore del provvedimento è nelle misure che riguardano gli interventi dei dirigenti scolastici, per la prevenzione o l’assistenza delle vittime, e dei procuratori della Repubblica per progetti rieducativi o riparativi sotto il controllo dei servizi sociali. Si prevede, finalmente, anche l’estensione a tutto il ciclo scolastico dell’obbligo dei genitori di vigilare contro l’abbandono: fino ad oggi la responsabilita’ genitoriale riguardava solo le classi elementari».

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