Bioetica

Brasile, vescovi: “No all’aborto per le donne affette da virus Zika”

La nota della Conferenza Episcopale del Brasile.

La nuova sfida si chiama L’ora della vita perché è tempo di prendersi cura della vita uma

na dal concepimento alla sua fine naturale.

Lo ha ribadito la Conferenza episcopale del Brasile (CNBB) che, attraverso una nota, ha lanciato un appello alla società e al mondo della politica, attraverso una lettera indirizzata ai membri del Supremo tribunale federale.

Come riportato dall’AGI, la Corte il 24 aprile prossimo sarà chiamata a esprimersi sulla possibilità di abortire fino alla 12esima settimana di gestazione in caso in cui, in donne affette da virus Zika, il feto presenti deformazioni cerebrali, come la microencefalia.

L’udienza era stata rinviata nel maggio dell’anno scorso, anche a seguito delle proteste delle organizzazioni pro-life. Adesso le valutazioni dei giudici, visto l’allarme per la pandemia da coronavirus, dovrebbero avvenire in modalità digitale. In tal senso, i vescovi esprimono perplessità anche per il fatto che sia stata convocata un’udienza di tale importanza proprio in un «grave momento di lotta per la salute e per la vita».

E, hanno aggiunto, ribadendo l’insegnamento della Chiesa, che «non spetta a nessuna autorità pubblica riconoscere selettivamente il diritto alla vita, assicurandolo ad alcuni e negandolo ad altri. Questa discriminazione è iniqua ed escludente».

Foto: REUTERS/Jorge Cabrera.

LEGGI ANCHE: Polonia, marcia indietro sulle norme di inasprimento anti – aborto.

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