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Brasile, religioso 29enne aiutava i poveri ed è morto di Covid-19

Fra’ Simplício della Comunità Toca de Assis aiutava i poveri

È morto di Covid-19 il 29 maggio scorso, Fra’ Semplicio della Comunità Toca de Assis, all’anagrafe Rodolfo Costa Pimentel, missionario brasiliano 29enne che nel 2016 aveva preso i voti e che da quel momento, decidendo contestualmente di dedicare la propria vita ai più bisognosi. Si è appreso la notizia dal sito cristiano Aleteia.org.

Secondo quanto detto dal priore della comunità di Rio de Janeiro, Fra’ Francisco allo scoppio dell’emergenza sanitaria, il religioso si trovava nella Missione di Forteleanza, nel Ceará.

Dopo aver scoperto di aver contratto il Coronavirus, le sue condizioni andavano peggiorando di giorno in giorno. Il religioso è stato pure intubato, ma ogni forzo da parte dei medici è risultato vano.

I RICORDI DI FRA’ SIMPLICIO

Mentre ancora era mentalmente lucido, il frate ha inviato un toccante messaggio ai propri amici, citando una frase toccante di  Vincenzo de’ Paoli (presbitero francese, fondatore e ispiratore di numerose congregazioni religiose  e venerato dalle chiese cattoliche, ndr): «È un privilegio morire per la causa dei poveri, perché essi ci apriranno le porte del cielo!».

Prima di morire, Fra’ Semplicio ha parlato ai suoi amici più stretti della sua scelta di diventare missionario, presa dopo aver fatto la prima comunione e quindi facendo anche il chierichetto.

«Già nella mia parrocchia il Signore mi aveva chiamato a mostrare ad altri giovani quanto sia bella la nostra liturgia – ha raccontato il frate – Ho conosciuto la Comunità Toca de Assis a 12 anni, ma ho potuto effettuare la richiesta di ingresso solo a 15, l’età permessa. Sono sempre stato molto attirato dalla Chiesa. Pensavo di diventare sacerdote, perché non sapevo bene che fosse possibile diventare frate o consacrato. Quando ho conosciuto la vita consacrata sono rimasto incantato, e in questo desiderio vocazionale ho scoperto la Fraternità Toca de Assis. Ho accompagnato e vissuto il carisma perché partecipavo agli eventi, alle adorazioni e alle pastorali di strada. A 18 anni sono entrato nella fraternità».

«Dio mi chiedeva qualcosa di più – ha spiegato il religioso – e questo qualcosa era donare totalmente la mia vita. Avevo bisogno di dimorare con Gesù, non solo di andare in chiesa. La Toca e la vita consacrata sono una grande realizzazione di questo sogno. Abitare con Dio, adorare Gesù nel Santissimo Sacramento e prendermi cura dei poveri per strada sono stati i miei desideri iniziali, e quelli che nutro per sempre. La nostra missione nella Toca de Assis – ha evidenziato in conclusione il religioso – è adorare Gesù e poi arrivare al cuore del povero, che è Lui stesso camuffato».

IL MESSAGGIO DELL’ARCIVESCOVO DI RIO

L’arcivescovo di Rio de Janeiro, il cardinale Orani Tempesta, ha inviato alla comunità un messaggio di solidarietà per la scomparsa del giovane: «Conoscendo fra’ Simplício – ha riferito l’arcivescovo di Rio, il cardinale Orani Tempesta, mandando un messaggio di solidarietà alla comunità – ringrazio Dio per i grandi esempi che abbiamo oggi. Chiedo che questi segni emergano sempre più nella società, per la Chiesa, e che possiamo ringraziare Dio per questi uomini e queste donne che dedicano la propria vita al Signore e ai più bisognosi».

Gabriele Giovanni Vernengo

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Gabriele Giovanni Vernengo

Classe 94', amante della cultura e dell'arte. Fermo nei propri valori e nella sua fede cristiana, porta avanti il proprio talento tramite la poesia e il giornalismo, definite da lui stesso come «missioni» e/o « vocazioni».

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