Esteri

Brasile, i Cristiani divisi per colpa della pandemia

La stragrande maggioranza dei cristiani sostiene la teoria negazionista di Bolsonaro

In Brasile la stragrande maggioranza dei cristiani sostiene la teoria negazionista del presidente Bolsonaro sul coronavirus. E ciò nonostante il numero crescente dei pazienti e delle vittime. Sono stati i governatori e i sindaci delle varie Regioni del Paese che hanno preso le necessarie misure per contenere la diffusione dell’epidemia.

Tuttavia, adottando misure preventive, protestanti e cattolici hanno sospeso le celebrazioni prima che la richiesta venisse dalle autorità sanitarie. I leader delle chiese protestanti tradizionali, ad essempio, si sono incontrati settimanalmente per valutare la situazione e decidere la durata delle chiusure delle chiese, non senza divisioni interne.

La Vicepresidente dell’Alleanza dei Battisti in Brasile, Nivia Souza Dias ha denunciato l’atteggiamento del presidente Bolsonaro: «Provocare manifestazioni, scoraggiare le distanze sociali e, soprattutto, invitare le persone a tornare al lavoro è peggio che essere irresponsabili. Sappiamo che il distanziamento sociale è efficace nel prevenire il collasso del sistema sanitario. La sua posizione è genocida». Ha annunciato che «è nostro dovere parlare contro le pratiche potenzialmente letali».

Secondo il leader dell’alleanza presbiteriana brasiliana, citata anche da Chrétiens.info, non c’è stata una Chiesa che non sia stata divisa dalla campagna elettorale del 2018 di Jaïr Bolsonaro. Di fronte alla crisi sanitaria, Anita Wright è particolarmente preoccupata per i cristiani che pensano che le misure di allontanamento sociale e l’uso delle mascherine non siano necessarie perché «la fede li salverà». Fonte: Evangelique.info.

LEGGI ANCHE: Uruguay, il presidente vuole organizzare un’agenda pro vita contro l’aborto.

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