Borsellino quater: ergastolo ai boss, condannati i falsi pentiti

di VoceControCorrente

La Corte d’assise d’appello di Caltanissetta, il cui presidente è Andreina Occhipinti, nel processo d’appello del Borsellino quater ha condannato i boss palermitani Salvatore Madonia e Vittorio Tutino all’ergastolo; 10 anni ciascuno ai falsi collaboratori di giustizia Calogero Pulci e Francesco Andriotta, reato estinto per prescrizione per Vincenzo Scarantino, imputato per il reato di calunnia.

Il verdetto è arrivato dopo circa sette ore di camera di consiglio. Confermata, quindi, la sentenza di primo grado dell’aprile 2017, come chiesto dalla procura generale guidata da Lia Sava.

Il mantante della Strage di via D’Amelio, quindi, sarebbe stato Madonia. Tutino, invece, partecipato alla fase esecutiva della strage. I falsi pentiti sarebbero, poi, gli autori del depistaggio delle indagini sulla strage che ha portato alla condanna di nove innocenti, assolti poi nel giudizio di revisione.

Le accuse dei falsi collaboratori di giustizia Pulci e Andriotta sono state fondamentali per le loro condanne: da qui la contestazione della calunnia. Stesso reato contestato a Scarantino a cui, però, in primo grado fu riconosciuta la circostanza attenuante di essere stato indotto a mentire. La concessione dell’attenuante ha comportato la prescrizione del reato.

Come riportato dall’Ansa, a far crollare il castello di menzogne costruito attorno all’attentato è stato il collaboratore di giustizia Gaspare Spatuzza che ha scagionato i nove accusati ingiustamente e indicato i veri responsabili della fase esecutiva della strage.

Per il depistaggio sono sotto processo, in un giudizio ancora in primo grado, davanti al tribunale di Caltanissetta, tre poliziotti che facevano parte del pool investigativo che indagò sulla strage e che, secondo l’accusa, avrebbero imbeccato i finti pentiti.

«Un altro passo verso la verità sulla strage. Lo dobbiamo al Giudice Borsellino, ai poliziotti della sua scorta, all’Italia e a tutti gli italiani perbene. Continuiamo a chiedere l’inchiesta parlamentare per fare luce su via D’Amelio, dopo uno dei più gravi depistaggi della storia d’Italia». Questo il commento di Carolina Varchi, deputata palermitana di Fratelli d’Italia.

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