Bimba di 6 anni picchiata perché Cristiana: è stata in coma per un mese

di Walter Giannò

In Vietnam, Paese ufficialmente ateo, una bambina di sei anni è stata in coma per un mese dopo essere stata picchiata dagli abitanti del suo villaggio. Stessa sorte è capitata ai suoi genitori.

(di Walter Giannò) Una bambina di 6 anni è stata in coma per un mese dopo essere stata gravemente picchiata dagli abitanti di un villaggio del Vietnam perché Cristiana.

L’associazione Open Doors UK ha dichiarato che la piccola, il cui nome non è stato diffuso per motivi di sicurezza, è stata picchiata insieme ai suoi genitori Cristiani dopo essere stata trascinata fuori dalla loro casa nel nord del paese del sud-est asiatico.

La famiglia, infatti, è stata aggredita dagli abitanti del villaggio dopo essersi convertita al Cristianesimo e, di conseguenza, dopo avere smesso di unirsi alla tradizione del culto degli antenati.

Open Doors UK ha raccontato che la famiglia è stata «derisa, legata con delle corde e picchiata mentre veniva trascinata su un terreno roccioso e cacciata via dal villaggio».

I tre sono stati portati in un ospedale dai membri della loro Chiesa e lì hanno trascorso tre giorni per ricevere le cure adeguate.

Open Doors UK, che sostiene i cristiani perseguitati in tutto il mondo, ha affermato che la bambina ha ripreso conoscenza ma non ha alcun ricordo di ciò che è le accaduto e non è in grado di riconoscere i suoi genitori.

A lei e ai suoi genitori è stato permesso di tornare nel villaggio dopo l’intervento del loro pastore presso le autorità locali ma continuano a subire un atteggiamento ostile.

Il Vietnam è un paese ufficialmente ateo: le forme di persecuzione statali e tribali sono all’ordine del giorno. Lì i bambini Cristiani, che appartengono alle minoranza etniche, sono discriminati a scuola e i loro bisogni sanitari vengono trascurati. Alcuni non sono neanche autorizzati a frequentare le lezioni.

Inoltre, i parenti non Cristiani dei Cristiani recidono ogni legame familiare e negano qualsiasi eredità. In alcuni casi, i parenti costringono un coniuge Cristiano a divorziare e trattengono i figli. Le case dei Cristiani vengono spesso distrutte, costrigendo gli occupanti a lasciare i villaggi.

Walter Giannò

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