Bioetica

Bergamo, le femministe bloccano un convegno “pro vita”

O la pensi come loro o non puoi parlare.

Le femministe dicono ancora “no” alla libertà di parola. Il convegno organizzato dal “Consiglio delle donne” di Bergamo, in collaborazione col “Centro per la vita”rischia di saltare, a causa della richiesta  avanzata dall’associazione “Non una di meno”. L’incontro avrebbe dovuto affrontare il tema della natalità e del sostegno alle donne in gravidanza ma l’idea non è stata gradita alla realtà femminista e abortista.

Per Marina Casini Bandini, presidente nazionale del Movimento per la vita, quello delle attiviste di “Non una di meno” è stata un’ingerenza pittoresca e grottesca: ” Viene da ridere, se non fosse per il tempo che si perde a riportare le cose alla realtà. Infatti , a parte l’atteggiamento chiuso e gretto con cui si vuole zittire e cancellare il pensiero altrui, ciò che più colpisce sono gli smodati e infondati attacchi al Centro di Aiuto alla Vita definito ‘associazione che più rappresenta in modo netto ed esplicito una visione assolutamente e soltanto ideologica, chiusa e anacronistica’. Niente di più menzognero”.

” In Italia  – prosegue la Bandini – esistono 342 Centri per al Vita,  che hanno aiutato a nascere in poco più di 40 anni oltre 200.000 bambini, condividendo le difficoltà delle loro mamme. La stessa legge 194, pur nella sua integrale ingiustizia, manifesta una ‘preferenza per la nascita’”.

Tag

Articoli correlati

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Back to top button
Close