Esteri

Beirut dopo l’esplosione, ora il rischio è l’aumento di vittime per la carestia

La preoccupazione lanciata da Christian Aid.

La doppia esplosione nel porto di Beirut, avvenuta il 4 agosto scorso, rischia di aumentare il numero delle vittime libanesi della carestia. Secondo Christian Aid l’esplosione «orribile e scioccante» è capitata in mezzo a una tempesta: il Libano, infatti, è già colpito dalla crisi dei rifugiati siriani, dalla pandemia, dai disordini sociali, dall’iperinflazione, dalla corruzione del governo e dal fallimento dello Stato.

Christian Aid ha affermato: «Non ci sono quasi case che non siano state danneggiate, molte sono state distrutte; aziende e mezzi di sussistenza sono stati spazzati via in pochi secondi». Dopo l’esplosione, la crisi alimentare «peggiorerà ulteriormente», perché i silos di grano presenti nel porto sono andati completamente distrutti.

Almeno 135 persone sono morte nelle esplosioni mentre più di 5mila persone sono rimaste ferite. Innumerevoli edifici sono stati distrutti, in tutto o in parte. Secondo le autorità, quasi 300mila persone hanno perso la casa.

Stando alle indagini preliminari, 2.750 tonnellate di nitrato di ammonio immagazzinate nel porto per sei anni hanno innescato le esplosioni.

Diverse scuole e chiese protestanti sono state danneggiate dalla grave esplosione. Questo è il caso di due edifici religiosi della Chiesa avventista, l’Università del Medio Oriente, due scuole superiori e un centro di apprendimento per i bambini rifugiat.  Diversi membri della Chiesa protestante francese a Beirut sono rimasti leggermente feriti. Fonte: Evangelique.info.

LEGGI ANCHE: Beirut, cosa è successo in una normale casa dopo la doppia esplosione (VIDEO).

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