Esteri

Basta bombe: Selwa e la sua famiglia sono stati accolti in Turchia

Il suono scrosciante delle sue risate che tentano di coprire il rumore delle bombe ha fatto il giro del mondo.

Tutti abbiamo sorriso, in un misto di tenera amarezza, guardando quelle guance paffute nell’espressione più bella di un bambino: quanto ci avrebbe messo la guerra a spegnerla quell’espressione? Quanto a lungo la farsa paterna, messa su per rendere vivibile una realtà fin troppo dura, avrebbe retto? E cosa ne sarebbe stato della piccola Selwa e della sua famiglia?

L’episodio del papà siriano, Abdullah Al-Mohammed, che inventa il gioco delle risate per proteggere la figlia di quattro anni dal terrore che i bombardamenti su Idlib avrebbero certamente suscitato in lei, ha ricordato a molti il celebre film ‘La vita è bella’. 

Oggi, però, a differenza del triste epilogo del film, che vede il padre del piccolo Giosuè mettere in salvo il figlio e poi morire ad un passo dalla libertà, abbiamo buone notizie per la famiglia di Selwa.

La bimba e i suoi genitori sono, infatti, stati accolti in Turchia come profughi,esattamente nella provincia frontaliera di Hatay.

«Spero che la guerra in Siria finisca presto e che io possa tornare», ha dichiarato il padre all’agenzia statale turca Anadolu, ringraziando il governo di Ankara. La famiglia fa parte delle circa 900mila persone che, secondo l’Onu, sono fuggite da inizio dicembre dai raid di Damasco e Mosca in direzione del confine turco.

Addio alle bombe per la piccola Selwa, con l’augurio che il suo sorriso possa ora accendersi per giochi di tutt’altra natura.

Gina Lo Piparo

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Gina Lo Piparo

Laureata in Scienze dell'antichità, ama la natura, i viaggi, la poesia, l'arte, la scrittura e Dio, fonte di tutte queste cose. Missionaria, crede nei valori cristiani, che intende come uno stile di vita concreto, reale e rivoluzionario.

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