Gender

Baby trans vietati dal governo di Boris Johnson

Lo spiega una nota del mons. Filippo Ortenzi (Chiesa Ortodossa Italiana)

«Dopo le denunce di una decina di medici che hanno abbandonato la clinica Tavistock rimarcando come contrari alla deontologia medica i trattamento effettuati su diversi minorenni per fargli cambiare sesso, nonché di alcuni minorenni pentiti (detransitioners) il governo Johnson ha abbandonato il ‘politicamente corretto’ che significava l’asservimento del potere politico alla lobby Lgbt e deciso di modificare la legge che permette, anche ai minorenni, di essere sottoposti a trattamenti per il cambio di sesso».

Così, in una nota, mons. Filippo Ortenzi, Arcivescovo Metropolita della Chiesa Ortodossa Italiana.

«Le denunce effettuate dalle comunità religiose ortodosse e di talune chiese protestanti (per lo più pentecostali) non erano prese in considerazione, dal momento che anche le Chiese cristiane maggioritarie (Anglicana e Cattolica) hanno evitato di scontrarsi con una lobby che nel Regno Unito, come anche negli USA e in Italia, è molto potente – continua la nota – A parere dei medici dissenzienti, anziché sottoporre dei bambini e delle bambine a pesanti cure ormonali (ad esempio quelle effettuate sulle bambine per fargli crescere il pelo sulla faccia o sui bambini per fargli crescere i seni) e a danni irreversibili con l’asportazione e sostituzione degli originari organi sessuali, era compito dei medici di aiutarli psicologicamente a risolvere la confusione mentale spesso causata dalla propaganda gender e dalla cultura arcobaleno, liberal e di sinistra (quella mai attaccata dal Papa di Roma, che al contrario non smette di attaccare i cristiani fedeli alla tradizione e al messaggio evangelico) che in Gran Bretagna, come in Italia, viene propagandata anche a livello scolastico».

«Alcuni ‘detransitioners’ (ossia baby-trans pentiti) hanno denunciato la pressione effettuata dalle organizzazioni Lgbt per farli sottoporre ad un ‘trattamento necessario’ ad evitare i suicidi, mentre è il bombardamento ormonale o l’intervento chirurgico ad aver fatto pensare a molti di loro di togliersi la vita. In Italia sono poche le organizzazioni che si oppongono alla deriva arcobaleno e alla dottrina gender, oltre la Chiesa Ortodossa Italiana che ho l’onore di dirigere, l’Alleanza Cristiana Evangelica di Adriano Crepaldi, la Chiesa Apostolica di Cristo Re del pastore Francesco Barile, l’associazione Pro Vita, il giornale cattolico conservatore La Nuova Bussola Quotidiana e pochi altri, mentre si segnala la deriva filo-ideologia arcobaleno delle chiese protestanti storiche (valdo-metodiste e non solo), delle chiese cattoliche ecumeniche e carismatiche e l’assordante silenzio del Vaticano».

LEGGI ANCHE: No ai campionati femminili per le atlete transgender.

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