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Azzolina: «Dall’estero ci fanno i complimenti per come abbiamo gestito la crisi in Italia»

Ospite ad Agorà, il ministro dell'Istruzione ha ribadito l'impegno dell'Italia per la riapertura delle scuole.

«Abbiamo lavorato per garantire il distanziamento di un metro, non è scontato perché in altri Paesi europei se non c’è il metro hanno detto agli studenti di mettere la mascherina». Così, il ministro dell’Istruzione Lucia Azzolina ha ribadito ad Agorà, su Rai3, l’impegno dell’Italia in favore della riapertura delle scuole. «In Italia se c’è il metro di distanziamento, invece, la mascherina al banco può essere abbassata, quindi può non essere utilizzata. Si deve utilizzare quando si è in movimento: se lo studente deve andare in bagno o durante la ricreazione, ma ovviamente non quando mangia».

«Noi siamo l’unico Stato che fornirà 11 milioni di mascherine al giorno in tutte le scuole – ha aggiunto il ministro -. Dall’estero ci fanno i complimenti per come abbiamo gestito la crisi in Italia».

Docenti, supplenti e concorsi

Il ministro si è espresso anche sulla situazione degli insegnanti, a partire da quelli con fragilità: «Sono poche centinaia di persone, non certo trecentomila. Se poi parliamo di supplenti e concorsi, ogni settembre, anche negli anni scorsi, i titoli sono sempre gli stessi, ‘caos scuola’». Poi ha aggiunto: «Le nomine dei supplenti si sono sempre fatte due-tre giorni prima dell’inizio della scuola, non è una novità di quest’anno».

«Sono sicura di aver lavorato in scienza e coscienza facendo tutto quello che era possibile, io e tutti quelli che hanno lavorato con me. Non saprei che cosa fare di più, ma si può sempre fare meglio», ha poi affermato il ministro paragonando la situazione italiana con quella di altri Paesi europei.

«A maggio medici e infermieri mi scrivevano chiedendomi di non riaprire le scuole perché il numero dei morti era ancora elevato. È vero che all’estero alcuni paesi come la Francia hanno riaperto ma è vero pure che solo il 10% degli studenti è tornato in classe. L’Italia ha fatto gli esami di Stato in presenza dove nessuno si è ammalato mentre all’estero sono stati cancellati».
«Adesso – aggiunge la ministra – siamo l’unico Paese che distribuisce 11 milioni di mascherine gratis al giorno al personale scolastico e agli studenti, che per la ripartenza delle scuole ha messo soldi per l’edilizia e ha previsto 70mila unità di organico in più tra docenti e Ata. Noi ci confrontiamo molto con i colleghi dell’Istruzione degli altri paesi, l’Italia viene fatta parlare sempre per prima, all’estero ci fanno i complimenti per come abbiamo gestito i problemi. Certo, si può fare sempre meglio».

Aumento dei casi

Intanto, il virologo Fabrizio Pregliasco, anch’egli ospite ad Agorà, parla di una crescita dei casi coincidente con il ritorno tra i banchi: «Con la riapertura delle scuole sicuramente ci sarà un rialzo dei nuovi casi. Anche perché coincide con l’autunno e gli sbalzi termici: se la seconda ondata è solo teorica, l’epidemia influenzale sicuramente ci sarà e creerà problemi a livello di diagnosi».

«Seppur con numeri assoluti bassi, dobbiamo aspettarci un’ondulazione verso l’alto» della curva dei contagi, secondo il virologo, «una tendenza del resto costante da settimane». E, infine, ha aggiunto: «C’è una certa omogeneizzazione a livello di regioni in Italia e anche a livello di Paesi, dobbiamo aspettarci la ripresa di un iceberg che sta crescendo».

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