Australia, una legge impone ai sacerdoti di rompere il segreto confessionale

di VoceControCorrente

In Australia sta facendo discutere una legge che impone ai sacerdoti di denunciare i pedofili che affermano di esserlo durante la confessione.

(di Redazione) In Australia è stata approvata martedì scorso una legge che impone ai sacerdoti di denunciare i pedofili che dichiarano di esserlo durante il sacramento della confessione.

La nuova normativa ha avuto il via libera dalla Camera alta del Parlamento dello Stato di Victoria con il sostegno bipartisan.

Il giorno dopo, il premier dello Stato, Daniel Andrews, ha dichiarato che lo scopo della legge è inviare un messaggio al Vaticano e imporre ai ministri sacramentali l’obbligo di denunciare gli abusi o i maltrattamenti nei confronti dei minori, indipendentemente da come siano appresi.

Il disegno di legge ha modificato una normativa del 2005 e ha reso i sacerdoti e i rappresentanti di varie religioni obbligati a denunciare gli abusi sui minori, anche se sospetti. La legge, infatti, non riguarda soltanto i preti della Chiesa cattolica ma anche rabbini, imam, monaci, pastori, suore…

Andrews ha spiegato che «la cosa più importante è inviare il messaggio che la legge deve essere presa sul serio: se le persone non obbediscono alla legge, le sanzioni sono molto dure. Ho chiarito che la legge del nostro Stato è stata scritta e promulgata dal Parlamento di Victoria, non proviene da Roma, e sono previste sanzioni per chiunque e per tutti coloro che infrangono la legge vittoriana».

Tuttavia, secondo il diritto Canonico, i sacerdoti che informano le autorità su quello che apprendono durante la confessione sono soggetti a scomunica automatica. In particolare, il Canone 983 afferma:

«Il sigillo sacramentale è inviolabile; pertanto non è assolutamente lecito al confessore tradire anche solo in parte il penitente con parole o in qualunque altro modo e per qualsiasi causa. All’obbligo di osservare il segreto sono tenuti anche l’interprete, se c’è, e tutti gli altri ai quali in qualunque modo sia giunta notizia dei peccati dalla confessione».

La sanzione, comunque, può essere revocata dal Papa.

Il canone 984, poi, sostiene che «è affatto proibito al confessore far uso delle conoscenze acquisite dalla confessione con aggravio del penitente, anche escluso qualsiasi pericolo di rivelazione. Colui che è costituito in autorità ed ha avuto notizia dei peccati in una confessione ricevuta in qualunque momento, non può avvalersene in nessun modo per il governo esterno».

La nuova legge, inoltre, rende obbligatoria la segnalazione anche per giornalisti, medici, poliziotti, insegnanti, infermieri, consulenti scolastici. Esclusi gli avvocati.

Luke Donnellan, ministro per la protezione dell’infanzia, dopo il via libera della legge, ha affermato: «Il trattamento speciale per le chiese è terminato e devono essere segnalati gli abusi sui minori».

Ti è piaciuto l'articolo? Sostienici con un 'Mi Piace' sulla nostra pagina Facebook!

Articoli Correlati