Esteri

Attacco alle basi militari ma l’Iran “non vuole la guerra”

L’Iran «non vuole la guerra» con gli Stati Uniti d’America ma si riserva il «diritto all’autodifesa» e prenderà tutte le necessarie e proporzionate misure contro ogni minaccia o uso della forza.

Così l’ambasciatore di Teheran all’Onu, Majid Takht-e Ravanchi, in una lettera inviata al segretario generale delle Nazioni Unite, Antonio Guterres, dopo gli attacchi della scorsa notte a due basi militari statunitensi in Iraq.

In merito all’azione militare, secondo l’agenzia di stampa Irna, che cita proprie fonti, alcuni caccia americani sarebbero stati colpiti a terra nel corso dell’attacco missilistico sferrato dai Guardiani della rivoluzione iraniana, i Pasdaran, alla base militare Usa di Ain Assad nella provincia di al Anbar nell’Iraq occidentale.

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L’ayatollah Ali Khamenei, infine, in un discorso trasmesso in diretta televisiva, ha affermato che l’Iran ha dato «uno schiaffo in faccia» agli Stati Uniti. «La notte scorsa, li abbiamo schiaffeggiati. Quando si arriva a un confronto, l’azione militare di questo tipo non è sufficiente», ha aggiunto.

Khamenei ha naturalmente confermato il casus belli, ovvero la ritorsione all’assassinio del generale Qassam Suleimani che «mostra che la rivoluzione è viva». «Il generale Soleimani – ha aggiunto – era un uomo che usava la logica nella sua azione ed era prudente non sul campo di battaglia ma nell’area della politica alcuni sono coraggiosi ma non saggi e prudenti abbastanza come il generale Soleimani nel mostrare il loro coraggio».

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