Gender

Atleta di pallamano vuole usare i bagni delle donne: esclusa dai mondiali

All’origine dall’esclusione dai mondiali di pallamano, parrebbe esserci l’eterna discussione su quali spogliatoi debbano utilizzare gli atleti transgender.

«Posso confermare che, sì, sono stata lasciata fuori dalla squadra per i Campionati del mondo perché c’era un gruppo di giocatrici all’interno della squadra, supportato dal team manager, che non voleva che facessi la doccia o che usassi i camerini prima o dopo il gioco». A parlare su Star Observer LGBT è Hannah Mouncey, al secolo Callum Mouncey, atleta  di pallamano australiana che ha denunciato la propria esclusione dai mondiali in Giappone, motivata a suo dire da ragioni legate all’essere transgender.

«Questa è stata a sua volta l’unica ragione che mi è stata data dal nostro allenatore per la mia non selezione» ha dichiarato al quotidiano australiano. «In seguito mi è stato confermato da qualcun altro all’interno di Handball Australia che aveva scavato un po’ che: ‘Da tutto ciò che mi è stato detto, in pratica non sei stata scelta perché non piaci. E la ragione per cui non piaccio è perché ho detto al nostro manager, e per estensione a quei giocatori, esattamente dove potevano andare lui e loro cercando di dirmi dove potevo cambiare e farmi la doccia».

LEGGI ANCHE: La scrittrice di Harry Potter accusata di transfobia.

Mouncey, infatti, ritiene di avere il diritto di usufruire degli stessi bagni e degli stessi spogliatoi delle sue compagne di squadra e la cosa ha suscitato non poco disappunto. La sua battaglia ha varcato la soglia del personale: «Non posso mentire – sarebbe stato fantastico poter fornire alla comunità trans un simbolo visibile del fatto che si stanno compiendo progressi verso una maggiore accettazione, ma se la società non è in quella fase, allora così sia. Quel momento arriverà, ed è solo perché facciamo luce su queste situazioni e usiamo le nostre esperienze negative per dare forza agli altri, che alla fine faremo i progressi che come desiderio della comunità avverrebbero oggi».

L’atleta ha poi continuato: «Sì, potrei stare zitta su questo e non parlare, quindi nessuno avrebbe saputo cosa fosse successo – e probabilmente sarei stata molto più apprezzata da quelli del team, di conseguenza. In effetti, nel fare questo, mi aspetto che non sarò assolutamente la benvenuta nella squadra nazionale. Ma davvero, dato quello che è appena successo, pensi davvero che vorrei esserci? No certo che no.»

Dalla pagina web di Binary,è arrivata intanto la risposa di Kerralie Smith, che ha elogiato le atlete che si sono contrapposte alle richieste di Mouncey: «Che grande esempio sono state le donne in questa squadra, supportate dal loro manager. Queste donne hanno tutto il diritto di aspettarsi che nelle aree riservate esclusivamente alle donne possano farsi la doccia e cambiarsi. Sono coraggiose e hanno ragione ad escludere i maschi dai loro spazi privati».

LEGGI ANCHE: 16enni investite a Roma, investitore con tasso alcolemico 1.4.

Tag

Gina Lo Piparo

Laureata in Scienze dell'antichità, ama la natura, i viaggi, la poesia, l'arte, la scrittura e Dio, fonte di tutte queste cose. Missionaria, crede nei valori cristiani, che intende come uno stile di vita concreto, reale e rivoluzionario.

Articoli correlati

Rispondi

Back to top button
Close