Assunzioni nel 2020: arrivano i nuovi incentivi fiscali, le novità

di Gabriele Giovanni Vernengo

Assumere nuovi dipendenti. È questo l’obiettivo da raggiungere attraverso gli sgravi fiscali già sul tavolo di governo del 2020. Forse è finita davvero l’era degli apprendistato e dei contratti a termine?

Non è certo che le misure previste siano in grado di assicurare un lavoro stabile agli interessati. Ma, forse, questo nasce dalla necessità di dare una complessa stabilità lavorativa al sistema nel suo complesso, cercando di rispondere efficacemente alle difficoltà che le imprese incontrano nel sostenere (anche se in via provvisoria) l’alto costo del lavoro.

I DETTAGLI

Se un lavoratore si trova in cassa integrazione da almeno tre mesi potrà essere assunto a tempo pieno. Per 12 mesi all’azienda andrà l’aliquota contributiva riservata all’apprendistato, cioè il 10%, che si applica ai giovani tra i 15 e i 29 anni e ai datori di lavoro con un numero di dipendenti superiore a 9. Inoltre, attraverso un contratto di apprendistato di primo livello e il diploma professionale, queste aziende potranno assumere giovani di età compresa tra i 15 e i 25 anni, usufruendo con l’azzeramento dei contributi per i primi 36 mesi di lavoro e con la possibilità di mantenere l’aliquota contributiva del 10%.

Per gli under 35 è previsto uno sgravio fiscale triennale dei contributi del 50% (limite di 3.000 euro annuali per un anno). Invece per i giovani del Sud il beneficio diventa è del 100%, purché si tratti di contratti indeterminati o stabili.

Nel settore del privato, i datori di lavori che decideranno di assumere persone che abbiano superato i 50 anni e che siano in disoccupazione da più di un anno, potranno usufruire di uno sgravio fiscale del 50%, che sarà di 12 mesi in caso di contratto a termine e di 18 in caso di contratto a tempo indeterminato.

Un altro degli obiettivi del provvedimento è trasformare i beneficiari del reddito di cittadinanza in lavoratori assunti a tempo pieno. Sia il dipendente e sia il datore saranno esonerati dal dal versamento dei contributi (con esclusione dei contributi Inail) nel limite del reddito di cittadinanza mensile che spetta al lavoratore all’atto dell’assunzione (tetto di 780 euro e durata massima 18 mesi).

A cercare occupazione, non sono solo i giovani, ma anche gli over50, che, nell’immissione al mondo del lavoro riscontrano maggiori difficoltà

Visto che il problema lavoro in Italia non è temporaneo, ma strutturale, se si vuole fare un salto in avanti e rimane il tema della crescita e del tornare a fare impresa, gli incentivi fiscali dovrebbero essere previsti per un periodo di tempo più lungo per riavviare il circuito virtuoso di crescita legato al reddito e ai consumi

Non dimentichiamoci chiaramente delle partite Iva e dei liberi professionisti. Per loro sarebbe necessario creare strumenti nuovi di incentivazione ad assumere in proprio il rischio di impresa, non basandosi solo sul controllo fiscale e sui sistemi elettronici, che, se si trasformano in aggravio di costi, non restituiscono nessuna produttività.

Una cosa è certa: le misure del 2020 non basteranno a innescare un cambiamento di marcia significativo ma ci sono e speriamo che siano utilizzate a beneficio delle tante persone che stanno cercando di togliere incertezza al domani.

ARRIVA ANCHE IL BONUS ECCELLENZE

Si è pensato anche di premiare le eccellenze. Infatti, attraverso un bonus specifico, i giovani che non abbiano superato il 30esimo anno d’età e che abbiano conseguito una laurea specialistica, con una valutazione finale di 110 e lode e con una media ponderata non inferiore a 108/110, per 12 mesi saranno esonerati dal versamento dei contributi.

Gabriele Giovanni Vernengo

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