Arriva anche l’aborto ‘post natale’ per eliminare i bambini malati

di VoceControCorrente

Trattare il neonato come uno scarto di fabbrica. Ecco l’ultima trovata degli abortisti più intransigenti.

Lo chiamano “aborto post natale” ma suona un po’ come un tentativo di fare selezione della specie. E’ l’ultima trovata di certa scienza, che invece di dedicarsi allo studio di nuove cure, torna a proporre un’iniziativa a metà tra l’interruzione di gravidanza e l’eutanasia.

L’aborto post natale è infatti una procedura che prevede in sintesi l’uccisione di un bambino già nato, qualora sia affetto da patologie genetiche. A portare avanti le ragioni di questa trovata è – tra gli altri – Peter Singer, filosofo australiano, già noto per le sue posizioni estremi su temi bioetici.

Per Singer, ad esempio, “è preferibile sopprimere un bambino malato in fase neonatale e sostituirlo con un nuovo progetto creativo“. Insomma, trattare il neonato come uno scarto di fabbrica mal riuscito, da togliere di mezzo il prima possibile.

In Italia, proprio in questi giorni, il tema è tornato al centro del dibattito culturale ed etico. Ne ha parlato la dottoressa Silvana De Mari, in un editoriale pubblicato sul quotidiano “La Verità”. Il tema sarà inoltre uno di quelli trattati dal 29 al 31 marzo, in occasione del “Congresso mondiale delle famiglie”, che avrà luogo a Verona.

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