Cronaca

Altro che pentita, ora Carola querela Salvini e lo vuole fuori da Facebook

La capitana della Sea Watch pronta a un’azione legale contro il vice premier.

Che il “pentimento” di Carola Rackete non avrebbe avuto un reale seguito lo si era già capito poche ore dopo il suo rilascio, disposto dal gip agrigentino Alessandra Vella: “Io rifarei tutto”, aveva risposto la capitana della Sea Watch ai giornalisti, noncurante di aver disubbidito alle leggi italiane e aver rischiato di uccidere i finanziari a bordo di una motovedetta.

Ora arriva la conferma che, più che dispiaciuta, l’esponente della Ong olandese è pronta addirittura ad azioni legali contro il governo italiano. Così, ad essere querelato è il vice premier Matteo Salvini, per aver mosso forti critiche nei confronti della trentunenne tedesca, attraverso i suoi profili social. L’azione legale della Rackete chiede infatti che al leader leghista vengano sequestrati gli account Facebook e Twitter.

“Matteo Salvini – si legge nel documento redatto dall’avvocato della giovane– mi ha definito pubblicamente e ripetutamente sbrufoncella, fuorilegge, complice dei trafficanti, potenziale assassina, delinquente, criminale, pirata, una che ha provato a uccidere dei finanzieri e ad ammazzare cinque militari italiani, che ha attentato alla vita di militari in servizio, che ha deliberatamente rischiato di uccidere cinque ragazzi e che occupa il suo tempo a infrangere le leggi italiane e fa politica sulla pelle dei disgraziati: la gravità della lesione al mio onore è in sé evidente”.

Insomma, dopo il danno la beffa e la cosa più grava è che la vicenda della Sea Watch accaduta soltanto due settimane fa ha creato un precedente pronto a mettere di nuovo in difficoltà lo Stato italiano e chi ne fa applicare le leggi.

 

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