Allah è pro o contro l’omosessualità? Cosa dice il Corano

di VoceControCorrente

Nel 2011, edito da Uomini Nuovi, Francesco Maggio pubblicò il libro La Bibbia e il Corano. Una questione di confronto con lo scopo di esaminare i due libri sacri: «un lavoro valido non solo per gli esperti di Islam, ma anche per chi saltuariamente entra in contatto con il mondo musulmano e non ha dimestichezza sull’argomento», si legge nella descrizione.

Ebbene, l’autore ha di recente voluto affrontare un tema molto delicato nel Corano con una lettera dal titolo molto forte: «Allah detesta l’omosessualità».

LA PREMESSA

Premesso che la lettera «non è una ennesima denuncia contro l’omosessualità» ma piuttosto ›un sasso nello stagno che muova verso libere riflessioni», Maggio ricorda che «qualche mese fa hanno fatto il giro dei media le fotografie scattate durante uno dei recenti gay-pride, dove a capo del corteo si inneggiano curiosi cartelli nei quali si legge: ‘Allah loves equality‘ (trd: Allah ama l’uguaglianza). È questo il testo scritto sul cartello esposto con orgoglio da Vladimir Luxuria, Monica Cirinnà e da altri esponenti politici della cultura, vicini al mondo Lgbt; non discernendo quel che inneggiano, altrimenti, Corano alla mano, dovrebbero tacciare Allah e il suo messaggero come omofobi“.

Infatti, «secondo il Corano, l’omosessualità rientra in un gravissimo peccato, spesso punibile ancora oggi con la condanna a morte».

LE SURA

Maggio, a prova di ciò, cita alcune sura (le ripartizioni del Corano che, in totale, sono 114) in relazione ai concittadini di Lot, il nipote di Abramo, considerato un profeta dai musulmani.

  • E a Lot demmo saggezza e scienza e lo salvammo dalla città in cui si commettevano turpitudini: in verità erano un popolo malvagio e perverso; lo facemmo entrare nella Nostra misericordia. Egli era davvero un devoto. Sura 21:74
  • Tra tutte le creature bramerete i maschi, lasciando da parte le spose che il vostro Signore ha creato per voi? Ma voi siete un popolo di trasgressori. Sura 26:165-166
  • “Vi accosterete agli uomini piuttosto che alle femmine, per placare il vostro desiderio? Siete davvero un popolo ignorante”. La risposta del suo popolo fu solo: “Scacciate dalla vostra città la famiglia di Lot!” Sura 27:55-56
  • E quando Lot disse al suo popolo: “Davvero commettete una turpitudine che mai nessuno al mondo ha commesso prima di voi. Concupite i maschi, vi date al brigantaggio e perpetrate le azioni più nefande nelle vostre riunioni”. La sola risposta del suo popolo fu: “Attira su di noi il castigo di Allah, se sei uno che dice il vero!”. Disse: “Mio Signore, dammi la vittoria su questo popolo di perversi!”. Quando i Nostri angeli portarono ad Abramo la lieta novella, dissero: “Sì, [abbiamo l’incarico di] annientare gli abitanti di questa città, poiché in verità sono ingiusti”. Disse: “Ma colà abita Lot”. Risposero: “Ben conosciamo chi vi abita. Lo salveremo, lui e la sua famiglia, eccetto sua moglie che sarà tra coloro che rimarranno indietro”. In verità siamo [mandati] per far cadere dal cielo un castigo sugli abitanti di questa città, per la loro turpitudine”. Sura 29:28-32
  • Il popolo di Lot tacciò di menzogna i moniti. Mandammo contro di loro una tempesta di pietre, eccezion fatta per la famiglia di Lot che salvammo sul far dell’alba, favore da parte Nostra: così compensiamo chi ci è riconoscente. Egli li aveva avvisati del Nostro castigo, ma dubitarono di questi moniti. Pretendevano i suoi ospiti, ma accecammo i loro occhi [dicendo]: “Provate allora il Mio castigo e [la veridicità de] i Miei moniti!”. E invero di buon’ora li sorprese un durevole castigo.

LA GIURISPRUDENZA

Maggio poi ricorda nella lettera che «gli atti omosessuali sono condannati dalla giurisprudenza islamica tradizionale e contemplano pene diverse, inclusa la pena di morte, a seconda della situazione geografica o della scuola giuridica localmente vigente».

Nello specifico, «secondo le fonti di diritto islamico l’omosessualità rientra nella sfera di ‘Zina’ (زِنَاء). Il termine “zinā” è un termine giuridico che indica quei rapporti sessuali illegali. Secondo le fonti di diritto, con “zina” si possono includere adulterio, fornicazione, prostituzione, stupro, sodomia, omosessualità e bestialità. Sebbene la classificazione dei rapporti omosessuali come zinā a seconda della scuola giuridica, la maggioranza sembra applicare le regole dello zinā all’omosessualità in genere. L’omosessualità è classificata come altri peccati di fornicazione, secondo il Corano la fornicazione è punita con la lapidazione». (Sura 24:2).

LA CONCLUSIONE

Maggio, ricordando che nel Vangelo non c’è traccia di una condanna a morte per gli omosessuali (al contrario del Vecchio Testamento) ma piuttosto «il perdono di Dio per chiunque lo richieda con convinzione, omosessuali compresi» e ricordando che molte risorse islamiche «esplicitamente condannano la pratica dell’omosessualità», si chiede: «i massimi leader islamici come osano tacere davanti a manifestanti LGBT che per giustificare se stessi ricorrano a cartelli che denigrano la loro religione?».

«Si auspica – ha concluso Maggio – che questo modesto riepilogo giunga ai leader islamici a vari livelli, se lo riterranno ad avviare le comunicazioni ufficiali che riterranno emettere all’attenzione delle Associazioni LGBT. Essi non dovrebbero avere obiezioni a rieducare questi manifestanti, dai cartelli di natura provocatoria e offensivo sul piano religioso, però nemmeno perseguitandoli per le loro scelte di vita sessuale. Noi cristiani non possiamo condividere le pene di morte sulle loro scelte di vita, anzi avochiamo il rispetto dei diritti umani nel rispetto delle differenze».

Allah e l’omosessualità: scarica la lettera di Francesco Maggio (integrale)

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