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Agrigento, preside annulla la messa di Natale: “Rispetto per le minoranze”

Niente Messa di Natale in una scuola di Agrigento. Accade all’Istituto comprensivo di Agrigento – Centro, dove la decisione della preside Anna Gangarossa sta scatenando un vespaio di polemiche.

A fare la voce grossa gli esponenti della Lega che si dicono indignati. «Nessuno tocchi o metta in discussione le nostre tradizioni cristiane. Né a scuola né in altri ambiti», ha dichiarato il commissario della sezione di Agrigento della Lega, Francesco Di Mare, secondo cui «la libertà di pochi non può essere garantita a spese della libertà dei molti».

La dirigente scolastica avrebbe deciso di annullare il tradizionale precetto natalizio, previsto all’interno della Basilica dell’Immacolata, dopo la richiesta di alcuni genitori atei degli alunni che frequentano le scuole elementari e medie della Lauricella e della Garibaldi. E «per rispettare tutte le minoranze presenti negli Istituti», la preside Anna Gangarossa ha deciso di festeggiare il Natale con alcune manifestazioni alternative. Ma il malcontento dapprima è esploso sui social e poi ha scatenato anche la reazione di alcuni esponenti politici locali.

LA REAZIONE DI MATTEO SALVINI

«Vergogna, incredibile vergogna! La mia solidarietà a tutti i bimbi, agli insegnanti e ai genitori a cui viene negato il bello del Natale, nel nome di una inaccettabile sottomissione culturale e valoriale. Invierò personalmente un presepe a questa preside, che evidentemente ha fallito nella sua missione educativa». Lo ha detto Matteo Salvini, commentando la notizia.

LA REAZIONE DEL PRESIDENTE DELLA REGIONE SICILIANA

«Celebrare a scuola una messa natalizia è tradizione plurisecolare, che si alimenta della matrice cristiana, giudaica ed ellenica alla quale si ispira la civiltà occidentale». Così il presidente della Regione Sicilia Nello Musumeci che ha aggiunto: «In una scuola ormai multiculturale, la partecipazione degli alunni ad una funzione cattolica non può che essere libera e autonoma: ognuno preghi il proprio Dio. Ma avere rispetto per le religioni degli altri non significa dovere rinunciare alla nostra. Per questo ritengo che la dirigente scolastica abbia agito con un eccesso di prudenza che può costituire, però, un grave precedente».

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