Affidi illeciti, Andrea Carletti può tornare a fare il sindaco di Bibbiano

di VoceControCorrente

«Dopo la revoca delle misure, Andrea Carletti da oggi può tornare a fare il sindaco in municipio a Bibbiano, nel pieno delle sue funzioni». Lo ha detto il Prefetto di Reggio Emilia, Maria Grazia Forte, interpellata sulla decisione della Cassazione di annullare l’obbligo di dimora nei confronti del primo cittadino del PD di Bibbiano, indagato per abuso di ufficio e falso ideologico nello scandalo Angeli e Demoni, l’inchiesta sul presunto sistema illecito di affidi in val d’Enza.

«Tecnicamente poteva già farlo quando il 20 settembre scorso gli sono stati revocati gli arresti domiciliari», ha precisato il Prefetto che aveva temporaneamente sospeso il sindaco dal suo ruolo vista la natura restrittiva delle misure cautelari, ma il Riesame avendo applicato l’obbligo di dimora – Carletti è residente ad Albinea, in un altro Comune – il primo cittadino non poteva mettere piede in sede.

Una sospensione che dopo la decisione della Suprema Corte cade automaticamente senza bisogno di ulteriori atti o revoche prefettizie. Ora Carletti potrà decidere decidere se continuare a indossare la fascia tricolore. Nell’eventualità in cui dovesse dimettersi, il Comune sarebbe a rischio commissariamento.

Anche se, come ha spiegato il Prefetto, ci sono casi limite in cui se Carletti rassegnasse le dimissioni, è prevista l’assegnazione dell’incarico al vicesindaco di turno (in questo caso Paola Tognoni, che fino alla decisione di ieri sera presa dagli Ermellini, ha fatto da reggente) o perlomeno fino al rinnovo del Consiglio Comunale.

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Il presidente della Regione Emilia Romagna, Stefano Bonaccini, ha affermato: «Non dovrebbe essere il compito di nessuno fare processi sommari sul web, calunniare le persone e strumentalizzare i più piccoli, ma capisco che questo, oggi, è chiedere troppo. In ogni caso eè una buona notizia per Andrea Carletti e la comunitù di Bibbiano. Ha deciso la Cassazione, non c’è altro da aggiungere».

«Il mio compito – ha precisato il governatore uscente candidato per un mandato bis – non è commentare le decisioni della magistratura ma, come in questo caso, adottare verifiche e introdurre eventuali correttivi di carattere generale che rafforzino le garanzie e le tutele a favore dei minori. Ed è esattamente quello che stiamo facendo in Emilia Romagna».

Gianluca Vinci, parlamentare e segretario della Lega in Emilia, ha affermato: «Rinnoviamo la nostra fiducia nella magistratura e aspettiamo la fine delle indagini, pare, prevista a breve. Constatiamo che il Pd usa la revoca delle misure cautelari nei confronti dell’ex sindaco di Bibbiano come specchietto per le allodole per dire che niente è successo e per discolparsi preventivamente, invece di avere a cuore il supremo e superiore interesse della trasparenza e della giustizia nei confronti dei minori e delle loro famiglie. A indagini ancora in corso, con 28 indagati, con nuovi filoni d’inchiesta aperti e intercettazioni raccapriccianti, bisognerebbe usare prudenza e aspettare che la giustizia faccia il suo corso, facendo chiarezza sul sistema degli affidi».

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