Adottare i bambini in Italia, cosa dice la legge italiana

di Gabriele Giovanni Vernengo

Adottare uno o più bambini? Il desiderio di molte coppie. Ma qual è l’iter per procedere all’adozione? E i requisiti? Ma, soprattutto, cos’è l’adozione?

COSA SIGNIFICA “ADOZIONE”

L’adozione è regolata dalla legge 4 maggio 1983 n.184, art.27 e permette a un soggetto detto adottante di trattare ufficialmente un altro soggetto detto adottato come figlio sanguigno. L’adottato assume il cognome del padre adottivo.

TIPI DI ADOZIONI

Esistono diverse tipologie di adozioni: adozione nazionale o internazionale e l’adozione a distanza.

L’adozione nazionale consiste nell’adottare un bambino proveniente dalla stessa nazione in cui si trova il genitore adottante. Viceversa, si tratta di adozione internazionale. Diversi enti e associazioni permettono anche di adottare adottare o a distanza. L’adozione nazionale e internazionale e sono regolamentate dalla legge 184/83 (come modificata dalla legge 149/2001).

REQUISITI PER ADOTTARE

L’adozione è permessa ai coniugi uniti in matrimonio da almeno tre anni, o che raggiungano tale periodo sommando alla durata del matrimonio il periodo di convivenza prematrimonialee tra i quali non sussista separazione personale neppure di fatto e che siano idonei ad educare, istruire ed in grado di mantenere i minori che intendano adottare. La differenza minima tra adottante e adottato è di 18 anni. La differenza tra adottanti ed adottato non deve superare i 45 anni per uno dei coniugi, di 55 per l’altro. Tale limite può essere derogato se i coniugi adottano due o più fratelli, ed ancora se hanno un figlio minorenne naturale o adottivo.

Ad esempio, se la futura madre ha 47 anni ed il futuro padre 56, la coppia può adottare un bambino non più piccolo di 2 anni. Se la futura madre ha 54 anni ed il futuro padre 63, la coppia può adottare un bambino non più piccolo di 8 anni. Se la futura madre ha 50 anni ed il futuro padre 68, la coppia può adottare un ragazzino di 13.

I limiti di età introdotti dalla legge hanno lo scopo di garantire all’adottato genitori idonei ad allevarlo e seguirlo fino all’età adulta, in una condizione analoga a quella di una genitorialità naturale.

Questo dice la nostra legge; ma poiché l’abbinamento con il bambino adottabile è deciso dall’Autorità straniera, i limiti che il nostro legislatore ha spostato molto in avanti, per permettere anche a coppie non giovani di adottare, hanno poca efficacia nella realtà, perché la maggior parte dei paesi stranieri privilegia le coppie giovani.

Quindi, per adottare è necessario: essere in due, essere coniugati al momento della presentazione della dichiarazione di disponibilità, provare con documenti o per testimonianza, ove il matrimonio sia stato contratto da meno di tre anni, la continua, stabile, perdurante convivenza antecedentemente alla celebrazione del matrimonio per un periodo almeno pari al complemento a 3 anni, non avere in corso nessun procedimento di separazione, nemmeno di fatto.

Infine, gli aspiranti genitori adottivi devono essere idonei ad educare ed istruire, e in grado di mantenere i minori che intendono adottare

Per questi ultimi requisiti non si può procedere, come per i precedenti, con una semplice verifica formale, ma occorre una valutazione più complessa “nel merito”, cioè nei contenuti e nelle modalità del rapporto di coppia, che viene espletata dai Tribunali per i minorenni e realizzata tramite i servizi socio-assistenziali degli Enti locali, anche in collaborazione con i servizi delle aziende sanitarie locali; e ciò perché l’interdisciplinarità è necessaria per un’osservazione corretta della relazione di coppia e della sua reale disponibilità ad accogliere un figlio, delle sue risorse a fronteggiare le eventuali difficoltà di inserimento.

ITER LEGISLATIVO NECESSARIO PER ADOTTARE

La procedura per l’adozione nazionale e quella per l’adozione internazionale, differiscono essenzialmente perché nella seconda attore preponderante è l’autorità del paese straniero del minore, rispetto al quale operano gli enti autorizzati, che svolgono forniscono i servizi per la coppia italiana che intende adottare e garantiscono l’applicazione delle disposizioni dell’autorità estera in Italia.

Per poter adottare un bambino i coniugi devono essere ritenuti idonei ad educare e mantenere il bambino, superamento di un esame attento da parte dei servizi sociali del comune in cui si vive, compilazione della domanda di adozione (domanda in carta semplice, che vale 3 anni ed è rinnovabile, da presentare al Tribunale, che deve includere vari documenti, come: 730 o busta paga, certificato del casellario giudiziale, certificato del medico di base e anche assenso scritto dei nonni (nel caso di loro decesso, certificato di morte).

Una delle tappe più stressanti è l’accertamento della capacità di coppia: è una tappa fondamentale, a volte, come si diceva, psicologicamente stressante per la coppia che si sente ‘sotto esame’. Entro quattro mesi dall’avvio della domanda, il Tribunale dispone attraverso i servizi sociali del comune di residenza una serie di approfonditi accertamenti: s’indagano le motivazioni della domanda, la situazione e le dinamiche famigliari.

Al termine del periodo di accertamento, una relazione sarà affidata al Tribunale per il giudizio circa l’idoneità della coppia ad adottare. Se l’indagine ha esito positivo, il Tribunale, tramite ordinanza del giudice, può dar via all’affidamento preadottivo della durata di un anno scegliendo per la domanda di adozione il minore considerato più idoneo.

Questa tappa, per i motivi che si diceva, spesso necessita di lunga attesa. Dopo il primo anno, se esistono tutte le condizioni previste dalla legge (se i minori hanno più di 14 anni va considerato anche il loro giudizio) il minore è definitivamente adottato. Il bambino finalmente è figlio legittimo della coppia, adotta il cognome della famiglia adottiva e non ha più rapporti giuridici con la famiglia d’origine.

ADOZIONI A DISTANZA

Nella maggior parte dei casi, si può decidere il paese (o il continente) in cui si vuole adottare a distanza, a seconda delle emergenze attuali o delle proprie preferenze. A questo punto si può verificare nella lista delle onlus italiane che offrono il tipo di adozione a distanza che si vuole sostenere.

Dopo aver scelto, si dovrà compilare un modulo per mandare la richiesta di adozione a distanza alla associazione scelta, e poi aspettare la loro risposta, con tutti i documenti relativi al sostegno a distanza. Adesso si può iniziare a fare le donazioni.

Il costo dell’adozione a distanza può variare da associazione ad associazione, ma solitamente puoi decidere con quale frequenza fare i versamenti (mensile, semestrale, annuale, ecc.). Molte persone preferiscono fare donazioni annuali, per non rischiare di dimenticare l’impegno, mentre altre preferiscono donare ogni mese, per suddividere la spesa nel tempo.

Le donazioni vengono raccolte dall’associazione con cui si ha attivato la tua adozione a distanza, per poi essere trasferite ai propri destinatari. Questo procedimento serve ad avere una migliore gestione e controllo delle donazioni al fine di garantire la destinazione dei fondi anche in Paesi dove i sistemi bancari e postali non sono sempre affidabili.

In molti casi è possibile andare a trovare di persona il bambino (magari durante una tua vacanza), in modo da toccare con mano il risultato del tuo aiuto. Se si è impossibilitati a viaggiare, si può fare affidamento sulle lettere inviate e ricevute, che hanno in genere informazioni riguardo il piccolo e le attività svolte.

L’associazione con cui si ha attivato il sostegno, nella maggior parte dei casi, fornirà degli aggiornamenti sull’adozione a distanza con cui seguire lo sviluppo e i miglioramenti del bambino o del progetto nel tempo. L’adozione a distanza non ha alcun vincolo giuridico e la donazione può essere sospesa in ogni momento, dopo aver avvisato in tempo l’associazione, per fare in modo che possano trovare un altro sostenitore per quel bambino o per quel progetto.

ALCUNE ONLUS CHE CONSENTONO L’ADOZIONE A DISTANZA

Sono diverse le associazioni che consentono di avviare l’iter per l’adozione, tra queste: Unicef, Actionaid e Compassion.

Gabriele Giovanni Vernengo

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