Economia

Addio superticket: stanziati 550 milioni dal governo per la sanità pubblica

Rimane invariata la quota di 36 euro per le prestazioni ambulatoriali specialistiche

Da martedì primo settembre è stato addio al superticket, la tassa aggiuntiva al consueto ticket tante volte accusata di allontanare i cittadini dalla sanità e di rendere concorrenziali le tariffe del privato, soprattutto per alcune categorie.

Stanziati 550 milioni all’anno

Il governo ha stanziato 550 milioni di euro all’anno per eliminare la quota, che era stata introdotta nel 2011 da Berlusconi e Tremonti. E anche se in alcune regioni il superticket era già stato eliminato o ridotto, la manovra tiene comunque conto di quanto si sia dovuto spendere per farlo: tutte le regioni avranno nel fondo sanitario nazionale i soldi per rimpiazzarne gli introiti.

Il denaro verrà assegnato con la suddivisione già prevista nella quota d’accesso al fondo, la quale tiene conto della popolazione e dell’età: per fare qualche esempio, il Piemonte riceverà 41 milioni di euro, la Lombardia 92 milioni, il Lazio 53.

«Ogni volta che non ci si cura siamo dinanzi a una sconfitta»

Commenta così il ministro della Salute, Roberto Speranza: «Ogni volta che una persona non si cura come dovrebbe, per motivi economici, siamo dinanzi a una sconfitta per tutti noi e a una violazione della Costituzione. Per questo, a dicembre abbiamo approvato la norma che entra in vigore dal primo settembre. Il superticket è abolito e nessuno lo pagherà più».

Il superticket non veniva pagato dagli esenti: chi è affetto da certe patologie, i minori di 6 anni, chi supera i 65 anni e chi vive in un nucleo familiare con reddito annuo inferiore a 36.151,98 euro. Come gli altri non esenti, essi dovranno ora pagare solo il ticket per una quota di 36 euro, a ricetta, per le prestazioni ambulatoriali specialistiche.

Lilia Ricca

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