Addio al bollo auto, nuova tassa in arrivo dall’Unione Europea

di Naomi Mezzasalma

L’imposta terrà conto dei consumi, penalizzando chi non può usufruire del mezzi pubblici per andare a lavorare.

Il bollo auto sta per essere abolito ma presto una brutta sorpresa potrebbe nuovamente indignare gli automobilisti. Dall’Europa, infatti, arriverà una nuova imposta che penalizzerà coloro che usano frequentemente i propri veicoli, magari per andare a lavorare.

La Corte di Cassazione ha deliberato contro il bollo auto, il cui importo in Italia viene calcolato in base alla potenza del motore e alla sua classe ambientale. L’abolizione dell’odiata tassa verrà dimessa alle Regioni, che in piena autonomia potranno decidere cosa fare. L’addio al bollo è stato accolto con entusiasmo dagli automobilisti, che lo ritengono un’imposta del tutto ingiustificata, oltre che salatissima. Ma c’è il risvolto della medaglia: l’UE preme per una tassa basata sui chilometri percorsi.

La nuova tassa, la cui proposta nasce dalla Commissione Trasporti del Parlamento europeo, prevede che chi più guida, più deve pagare. Per il calcolo del bollo auto, l’Unione europea prenderà in considerazione due parametri: i chilometri percorsi e il grado di inquinamento della vettura, che sarà misurato attraverso l’installazione di una scatola nera in grado di registrare il chilometraggio effettuato da un’auto.

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Insomma, una vera stangata per il ceto medio-basso. Ad essere maggiormente penalizzati, infatti, saranno coloro che non possono usare i mezzi pubblici per andare al lavoro perché il bus e il treno non coprono la tratta o perché non garantiscono la puntualità necessaria ogni giorno e, così, sono costretti ad utilizzare la propria macchina.

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Ma anche chi ogni giorno deve portare i figli a scuola, chi si sposta spesso con il proprio mezzo per fare delle commissioni o per svolgere il proprio lavoro. Svantaggiato anche chi non guadagna uno stipendio sufficientemente alto per cambiare l’auto con una che inquini di meno, ad esempio un’auto elettrica che possa beneficiare delle agevolazioni previste dalla legge. In poche parole, chi ha una Ferrari parcheggiata quasi sempre in garage pagherà pochissimo, chi invece possiede un’utilitaria che usa tutti i giorni dovrà pagare molto di più.

La nuova tassa comincia già a suscitare innumerevoli polemiche, in quanto non si tiene conto del reddito. L’imposta potrebbe entrare in vigore già dal 2023 per i mezzi pesanti e poi essere esteso alle auto.

Naomi Mezzasalma

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