In evidenzaStorie

Achiam, la giovane cristiana tra tanti musumani

Dal Ciad la storia di una donna che ha sfidato il suo villaggio diventando cristiana

Sono ormai noti gli episodi di ferocia contro i cristiani, perseguitati da coloro che ne riconoscono una religione impura, ma essere perseguitati in casa propria è di certo deplorabile.

Questa è la drammatica esperienza di una fanciulla, Achiam, 21 anni, colpevole di aver scelto Cristo nella sua vita.

«Per la mia famiglia sono la cosa peggiore che le sia mai successa», queste le parole della ragazza, che la persecuzione l’ha vissuta in casa, rappresentando l’unico membro cristiano fra musulmani di un intero villaggio nel Ciad.

Achiam, nata cieca, da bambina è stata ammessa in una scuola speciale, dove ha potuto cogliere per la prima volta l’importanza del Vangelo. Seguendo i suoi compagni in chiesa si è avvicinata alla fede cristiana, fino ad accettare Gesù nella propria vita.

Tornata al villaggio, la giovane non ha avuto vita facile. Ha cercato di nascondere la propria trasformazione interiore, ma senza successo: «In pochi giorni hanno notato che non stavo più pregando come loro. Mio padre mi ha chiesto quale fosse il problema e ho confessato di essermi convertita al cristianesimo e non avrei più seguito l’Islam».

Da quel giorno, la povera Achiam ha dovuto subire gli attacchi dell’intero villaggio, oltre quelli del padre che l’ha accusata di esser stata plagiata da insegnanti cristiani: «Hanno provato di tutto per convincermi a tornare all’Islam, ma ero stata molto chiara, non avrei più cambiato idea. Non temevo nulla, poiché sapevo che Dio mi avrebbe sostenuta».

Da allora, finito l’anno scolastico, durante le vacanze, la giovane donna ha affrontato varie sfide, tra cui quella durante il Ramadan: «Nessuno cucina durante il giorno, tutti digiunano, tranne i bambini che mangiano i resti del giorno prima. Chiesi a uno di loro di cercarmi da mangiare, ero affamata. Un vicino raccontò l’accaduto a mio fratello che, preso dall’imbarazzo, mi ha colpito col mio stesso bastone. In seguito, mi è stato rimosso il tetto di paglia dalla mia capanna, nessuno ha più voluto ricostruirlo».

Nonostante la solitudine e la vulnerabilità, i soprusi e la violenza fisica, la giovane donna non ha mai smesso di pregare: «Aspettavo la notte per avere il mio momento con Dio, di certo nessuno me l’avrebbe impedito».

Tempo dopo, Alchiam ha dovuto superare la sua grande prova, quella di elaborare il lutto del fidanzato cristiano Azarak, cieco anch’esso, che purtroppo è spirato prima del loro matrimonio. Vivere con un tale dolore non ha abbattuto la giovane donna che, scampata ad un matrimonio combinato con un anziano musulmano, è stata messa alla porta dal padre, furioso dal comportamento poco remissivo della figlia.

Oggi Achiam, che è stata accolta dalla famiglia di un pastore, è determinata a portare a termine gli studi. Benché la sua famiglia le ha reso la vita impossibile, la giovane donna continua a pregare per loro, dimostrando di avere un animo caritatevole:«Chiedo a Dio che mi accettino così come sono».

Filippa Tagliarino

LEGGI ANCHE: Coronavirus, coppia di Rimini si sposa su YouTube.

Tag

Articoli correlati

Rispondi

Back to top button
Close