Aborto, ministro brasiliano mette sotto accusa le linee guida dell’OMS: “A rischio la vita di tante donne”

di Lilia Ricca

Dei video tutorial per pianificare autonomamente l’aborto con droghe illegali, insieme ad altri metodi di aborto, che mettono in pericolo la vita delle donne sono stati denuciati come ‘criminali’ dal governo brasiliano.

Un rapporto pubblicato dalla rivista online AzMinia ha fatto scoppiare un caso. I Pubblici Ministeri hanno valutato l’apertura di un’indagine su linee guida controverse sull’aborto emanate di recente dall‘Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS).

A pronunciarsi è stato il ministro brasiliano per le Donne, la Famiglia e i Diritti Umani, Damares Alves, con una denuncia presentata al procuratore generale di San Paolo. Alves ritiene che i tutorial emanati da AzMina mettano in pericolo la vita di tante donne in Brasile. Il procuratore ha risposto con la conferma della valutazione di un’indagine penale.

Il tentativo del ministro di perseguire la rivista AzMina non è solo un dibattito interno ma una barriera contro il tentativo dell’industria dell’aborto internazionale di eludere le leggi che proteggono il nascituro e limitare l’aborto. Al centro di questa campagna ci sono le linee guida dell’Organizzazione Mondiale della Sanità sull’aborto, diventate degli standard globali del settore dell’aborto.

Nel tentativo di renderlo sempre più accessibile, l’Organizzazione Mondiale della Sanità raccomanda procedure di aborto pericolose, scoraggiate dagli istituti medici dei paesi sviluppati, come gli Stati Uniti, incluso l’aborto chimico, autogestito senza un controllo medico. L’establishment mediatico liberale brasiliano ha attaccato il ministro Alves con l’accusa di limitazione alla libertà di parola e fondamentalismo religioso. Alves ha difeso la sua azione in un editoriale sulla Folha de S. Paulo, uno dei quotidiani più diffusi in Brasile.

«Ho agito a causa della reale possibilità che queste informazioni mettano a rischio la vita di tante ragazze. Quante adolescenti che non vogliono che i loro genitori scoprano di essere incinte, seguiranno il tutorial, esattamente e illegalmente? Quanti moriranno di conseguenza?», scrive, difendendo anche la posizione pro-vita del governo di Bolsonaro.

Il Brasile consente l’aborto solo in casi di stupro e in cui la vita di una madre viene messa a rischio. L’articolo di AzMina spiega alle donne come ottenere droghe abortive illegali e come auto-somministrarle. Le linee guida dell’OMS promuovono la depenalizzazione dell’aborto come un modo per renderlo ‘sicuro’. Promuovono anche l’aborto chimico e consentono al personale non medico e poco qualificato di gestirlo in modo da renderlo più ampiamente accessibile.

Gli autori del rapporto pubblicato dalla rivista online hanno risposto difendendo gli standard dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, accusando le leggi pro-vita del Brasile di causare la morte di tante donne: «Tutti sanno che le donne continuano ad abortire se è illegale».

Le aziende tecnologiche dell’industria dell’aborto stanno inoltre testando metodi sperimentali di aborto auto-somministrato per le fasi successive della gravidanza in Africa, quando l’aborto è più pericoloso e la supervisione medica diventa indispensabile.

Lilia Ricca

Leggi anche: L’Unione delle Chiese d’Irlanda contro la legalizzazione dell’aborto.

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