Economia

Abolito il superticket: da settembre non lo pagherà più nessuno

La norma costerà 160 milioni di euro per il primo anno, 550 per gli anni successivi. Previste anche nuove assunzioni con contratti a tempo determinato per ovviare il problema della carenza di personale medico.

Stop al superticket: dall’1 settembre 2020 sarà abolito, come previsto dal decreto fiscale approvato ‘salvo intese’ a seguito del lungo Consiglio dei Ministri a Palazzo Chigi.

Il superticket è una tassa di 10 euro sulle ricette per prestazioni diagnostiche e specialistiche, sull’applicazione della quale le Regioni hanno finora goduto di una certa autonomia. Se con la Legge di Bilancio del 2019 non era stato possibile eliminarlo, ecco che per il 2020 l’obiettivo che Roberto Speranza, ministro della Salute, aveva dichiarato è stato raggiunto:

«Per noi la priorità assoluta è sempre la stessa: abolire il superticket entro il 2020. Si tratta di un balzello ingiusto di 10 euro sulle visite specialistiche che aumenta discriminazioni e diseguaglianze e nega a tanti l’accesso alle cure. Sono ottimista che si possa finalmente superare in via definitiva. Vogliamo che il superticket sia solo un brutto ricordo del passato». Trionfante Luigi Di Maio, al termine del Consiglio, ha dichiarato che ora «curarsi è un diritto».

Il provvedimento costerà 160 milioni di euro per il 2020, 550 milioni per gli anni successivi, quale finanziamento al Sistema Sanitario Nazionale.

La vicepresidente della Commissione Affari sociali della Camera, Michela Rostan, ha dichiarato: «Milioni di italiani, famiglie monoreddito, operai, impiegati, artigiani, si vedranno alleggeriti di un carico spesso insostenibile».

Nella manovra si affronta anche il problema della carenza di medici negli ospedali e nei pronto soccorso, mancanza che sarà probabilmente arginata con assunzioni a tempo determinato mediante contratti di formazione dal valore di 34mila euro l’anno, di cui 26mila sottoforma di borsa di studio universitarie. Mentre queste ultime sono già finanziate, la parte restante sarà a carico delle aziende sanitarie per una cifra stimata attorno a 50 milioni di euro.

Gina Lo Piparo

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Gina Lo Piparo

Laureata in Scienze dell'antichità, ama la natura, i viaggi, la poesia, l'arte, la scrittura e Dio, fonte di tutte queste cose. Missionaria, crede nei valori cristiani, che intende come uno stile di vita concreto, reale e rivoluzionario.

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