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Abbraccia la poliziotta che ha ucciso il fratello: “Ti perdono”

Durante il processo, il fratello della vittima ha chiesto di abbracciare l’agente responsabile dell’uccisione. Secondo le dichiarazioni della donna, si sarebbe trattato di un assurdo incidente, ma le perplessità sui fatti e il verdetto del tribunale hanno sollevato proteste dal sapore razziale.

È stata condannata a 10 anni di prigione per aver ucciso Botham Jean, 26 anni, mentre se ne stava tranquillamente seduto sul divano di casa propria a mangiare un gelato.

La storia drammaticamente assurda è avvenuta in Texas (USA) e ha come protagonista Amber Guyger, la giovane poliziotta che il 26 settembre dell’anno scorso, rincasando e trovandosi davanti un estraneo nel proprio appartamento, gli sparò due colpi di pistola. All’improvviso, però, la terribile scoperta: Amber si era sbagliata, non era entrata in casa propria, ma in quella al terzo piano dello stesso stabile. Un errore fatale pagato a caro prezzo. Nonostante i soccorsi, per Botham non c’è stato nulla da fare.

Amber rischiava fino a 99 anni di carcere, ma alla fine il verdetto del giudice l’ha condannata a 10 anni di reclusione, che potrebbero essere dimezzati col regime di libertà condizionata. Mentre l’avvocato aveva chiesto la legittima difesa, l’accusa aveva controbattuto che Jean stava semplicemente seduto sul divano a guardare la tv, non costituendo dunque una minaccia. Messaggi razzisti della poliziotta all’ex compagno avevano poi aggravato la sua situazione, caratterizzando il processo con uno sfondo razzista.

Botham Jean, la vittima.

Oltretutto, alcune perplessità sono state sollevate anche circa i soccorsi che Amber non avrebbe prestato al giovane: l’agente ha chiamato il 911 ma non ha praticato alcuna azione di primo soccorso. L’accusa, pertanto, aveva chiesto 28 anni di reclusione, l’età che la vittima avrebbe compiuto quest’anno.

Durante il processo, però, il gesto che ha commosso tutti i presenti e sconvolto l’America. Brandt Jean, 18 anni, fratello della vittima, nonostante la sua giovane età, ha dichiarato in lacrime:

«Ti perdono, e so che se vai da Dio e glielo chiedi, ti perdonerà. Ti perdono e non ti auguro niente di male, non vorrei nemmeno che tu andassi in prigione perché questo è quello che Botham avrebbe voluto»

Poi ha chiesto al giudice di abbracciare l’imputata, compiendo forse uno degli atti più difficili per un essere umano: perdonare chi ha ucciso chi ami, sciogliersi dal dolore e cercare di alleggerire la pena di chi ha compiuto il misfatto.

«Un incredibile atto di guarigione» secondo il procuratore distrettuale John Creuzot, che ha dichiarato: «Mi aspettavo una sentenza più severa ma rispetto il verdetto della giuria».

Non è l’unico. Respinta la tesi delle legittima difesa, la pena – su cui ha influito probabilmente l’irreprensibile carriera della poliziotta, testimoniata da colleghi e non solo – è stata giudicata comunque lieve: #Only10 l’hashtag che impazza su Twitter a commentare l’accaduto.

Almeno 200 persone fuori dall’aula hanno protestato, mentre l’avvocato della famiglia Jean ha definito la decisione del giudice una «sentenza inadeguata e di un sistema sbagliato che nega la giustizia alle persone di colore».

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Gina Lo Piparo

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Gina Lo Piparo

Laureata in Scienze dell'antichità, ama la natura, i viaggi, la poesia, l'arte, la scrittura e Dio, fonte di tutte queste cose. Missionaria, crede nei valori cristiani, che intende come uno stile di vita concreto, reale e rivoluzionario.

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