Cultura & Scienze

“Abbà, il mio spirito canta”: il nuovo album della band Cammino di Santità

Dall'ebraico "papà". Un lavoro tra il country/folk e il pop/rock ispirato alla Parola di Dio

Si intitola “Abbà, il mio spirito canta” il nuovo album della band Cammino di Santità di Palermo, disponibile ora su Spotify. Un lavoro che accorcia le distanze tra gli uomini e Dio. “Abbà”, che in ebraico significa “papà”, è il modo in cui Gesù si rivolge a Dio nel Nuovo Testamento. Un modo semplice e colloquiale. Gesù sulla croce ha compiuto ogni cosa, eliminando ogni distanza, concessa dal peccato e dalle sue conseguenze, che separa l’uomo da Dio. «Adesso tutto quello che Dio vuole fare è divertirsi insieme a noi, gioire e festeggiare. Possiamo sentirci molto vicini a Lui senza dover apparire perfetti», racconta Aurora D’Amico, una dei componenti del gruppo che ha anche scritto ognuno dei brani.

Copertina disco “Abbà, il mio spirito canta”

Gli otto brani del disco si basano sulla Parola di Dio, sulle parole dei profeti Ezechiele, Isaia e lo stesso Gesù e su verità racchiuse nella Bibbia. «Crediamo che non ci sia niente di più potente delle parole pronunciate da Dio, quelle parole che la nostra bocca deve parlare. Perché la vita e la morte sono in potere della lingua, e noi decidiamo di parlare la vita», continua Aurora.

Brani come “Sei risorto”, “Osanna al Re” e “La tua Parola” sono fortemente influenzati dalla musica country-folk con la presenza di chitarre acustiche e il ritmo incalzante delle percussioni. “Yesu Alifufuka” ha delle sfumature che si rifanno alla musica africana, un’altra delle influenze della band. Il titolo è in lingua swahili diffusa in gran parte dell’Africa orientale, centrale e meridionale e significa “Gesù è risorto”. La successiva “Yesu ni hai” significa “Gesù è vivo”. Presente anche un piccolo coro per dare la sensazione di un canto africano.

Il brano “Abbà” è uno dei più ricchi musicalmente. Dall’inizio è presente una morbida e calda chitarra acustica. Prima che l’arrangiamento esploda in un assolo di chitarra elettrica finale sostenuto dalla batteria che diventa sempre più incisiva. Un pezzo pop che dichiara le verità scritte nei libri di Isaia e in Apocalisse. “Tu sei la verità” è nata in un momento di lode spontanea in chiesa e nella sua semplicità di accordi e di testo crea uno spazio all’interno dell’album. Quasi fosse una pausa per fermarsi a riflettere accompagnati dalla presenza rassicurante del pad e dai timpani che sembrano un cuore che batte. È l’unico brano che ha un fade-out nel finale mentre il coro canta “Tu sei sempre con me” all’infinito quasi per stabilire dentro di noi questa certezza che non avrà mai fine. “Tu sei sempre con me”.

Lui mi fa rivivere” è il brano più pop/rock del disco. «Più volte ci siamo trovati tutti a cantare “Lui mi fa” anche alla fine delle prove o alla fine delle registrazioni. Era la melodia che più restava in testa. Per questo che abbiamo deciso di metterlo alla chiusura dell’album: affinché sia una verità che ci ritorna alla mente. È un brano liberatorio. Ogni strumento trova il suo posto e si lascia andare, ed è la libertà dello Spirito: spontanea ma ordinata. Il brano si conclude con un momento vero di lode, quello di noi che mentre battiamo le mani a cerchio cantiamo che Dio ci fa rivivere», spiega Aurora.

Tutti i brani, testo e musica, sono stati scritti da Aurora D’Amico, a eccezione di “La voce del Padre”, scritto con Francesco Pomiero e “Yesu Alifufuka”, scritto da Gaetano Gravagna e Aurora D’Amico. Le chitarre acustiche sono di Antonio Mangiapane, Francesco Pomiero e Aurora D’Amico. Le chitarre elettriche di Francesco Pomiero. Il basso è di Domenico Pomiero. Le tastiere e il pianoforte di Aurora D’Amico. Alla batteria Natale Fontana e Ruggero Micciché. Le voci del disco sono di Aurora D’Amico, Alessandra D’Amico (Tu sei la verità) e Francesco Pomiero (La voce del Padre). Le background voci di Alice Denaro.

Il lavoro del disco è iniziato nel 2018. Durante la domenica questi brani facevano parte del repertorio della lode nella chiesa Cammino di Santità a Palermo. «E ogni volta che li suonavamo, riuscivamo a percepire quanto i messaggi fossero potenti, incisivi e liberatori. Così, il Pastore Cristiana, la band e il resto della chiesa, abbiamo sentito forte nel nostro cuore il desiderio di portare questa musica al di fuori della nostra comunità, per condividerla e dichiararla con il resto dell’Italia», conclude Aurora.

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