Cronaca

A Lampedusa gli sbarchi sono senza fine e i tunisini protestano: “Non rimpatriateci”

Continuano senza sosta gli sbarchi a Lampedusa, soprattutto quelli autonomi. L’hotspot dell’Isola è ormai al collasso.

(di Redazione) Non si fermano gli sbarchi a Lampedusa, soprattutto quelli autonomi, detti anche ‘fantasma’.

Nella notte, infatti, sono sbarcate 28 persone salvate a un miglio dall’isola da una motovedetta della Guardia di Finanza: tra di loro 19 uomini, 8 donne e un bambino di diverse nazionalità (Tunisia, Camerun e Costa d’Avorio).

Ieri, inoltre, sono approdati in maniera autonoma 171 migranti, tutti trasferiti nel centro di contrada Imbriacola dove erano già ospitate altre 90 persone, la capienza massima prevista per l’hotspot.

Sempre ieri, poi, un gruppo di tunisini ha inscenato un sit in di protesta davanti alla chiesa madre di Lampedusa, che si trova nel centro urbano per chiedere di non essere rimpatriati e di volere il permesso di soggiorno.

L’aumento del flusso migratorio proveniente dalla Tunisia deriva da una situazione di instabilità politica e dall’allentamento dei controlli nel Paese di partenza, dove domenica scorso si è votato per le presidenziali.

Matteo Salvini ha commentato così la situazione: «Nelle ultime ore sono sbarcati più di duecento immigrati a Lampedusa ma noi ci stiamo impegnando a limitare i danni. Se da Roma chiameranno per mandare immigrati, in Umbria diremo di no», aggiungendo che «se c’è qualcuno di sinistra buono e accogliente mi dia il numero: ne ospita dieci a casa sue e se li mantiene lui».

L’ex ministro dell’Interno ha anche affermato che «la situazione immigrazione è totalmente fuori controllo. A Lampedusa è emergenza, il centro accoglienza è pieno. Il governo non muove un dito, la guardia costiera libica è demotivata e non interviene più, in Tunisia idem, non so se i signori Conte, Renzi, Di Maio hanno capito che è un problema per l’Italia».

 

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