345 cristiani uccisi ogni mese: la persecuzione che passa sotto silenzio

di VoceControCorrente

È una strage, una persecuzione. Ma sembra passare sotto silenzio: ogni mese muoiono più di 300 cristiani, in orribili attentati.

Lo sguardo sembra essere sempre rivolto altrove. Verso altri Paesi, verso altre culture, verso noi stessi. Ma mai verso il fratello che piange: i cristiani vengono perseguitati in maniera vergognosa, e sembra che tutto passi sotto silenzio.

Quella in atto è una strage perpetua. La comunità cristiana è la più perseguitata al mondo, ma sembra essere trasparente agli occhi di chi dovrebbe proteggerla.

Dalle istituzioni con il gusto del politicamente corretto al Vaticano. L’ultimo sembra guardare sempre un po’ più in la mentre i cristiani vengono messi in ginocchio. I primi sembrano lasciare da parte una comunità unita nella preghiera, nei valori e nel dolore.

Le statistiche parlano chiaro, come si può leggere ne Il Giornale: ogni mese 345 Cristiani vengono uccisi per ragioni di fede, 105 chiese o edifici cristiani sono bruciati o attaccati, 219 credenti finiscono sotto processo o in galera per aver professato la fede nel Vangelo.

Sono cifre devastanti, diffuse dall’organizzazione americana Open Doors, che ogni anno certifica la condizione dei Cristiani nei paesi più ostili. Eppure il mondo sembra ricordarsi di chi esiste e resiste solo dopo le storie più tristi, come il crollo della chiesa in Sudafrica, e quelle più orribili, come le bombe che hanno ucciso centinaia di fratelli in Sri Lanka.

Tra le cifre più ignorate ci sono quelle dell’Acs (Aiuto alla Chiesa che Soffre) che sottolinea come almeno 300 milioni di cristiani vivano in Paesi in cui basta professare la propria fede per essere picchiati, incarcerati o uccisi.

A concorrere a questa strage silenziosa pensano anche i media e le alte cariche. Non definiscono mai i cristiani per ciò che sono. Si leggono pertanto definizioni vaghe o approssimative, che rendono la comunità ancor più trasparente.

Non resta che da chiedersi come si possa rimediare alla situazione. Come si possa creare una nuova ondata di sensibilizzazione. E nel frattempo pregare, ricordandoci che l’unione ci rende più vicini a Cristo.

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