25 aprile, duello a distanza tra Salvini e Di Maio

di VoceControCorrente

I due vice premier si sono attaccati reciprocamente.

Scintille da 25 aprile tra i due vice premier del governo Conte. Matteo Salvini e Luigi Di Maio sono tornati  a duellare a distanza, durante una giornata che li ha visti tra la gente, in diverse città d’Italia. A dividere i due leader è ancora una volta il “caso Siri”, con le dimissioni del sottosegretario leghista sempre sul tavolo.

Salvini è stato protagonista di diversi bagni di folla in Sicilia. A Corleone prima, a Monreale e Bagheria dopo, il “capitano” è arrivato sull’isola nella doppia veste di ministro dell’Interno e di segretario politico in campagna elettorale. Domenica 28, infatti, i tre comuni visitati dal vice premier saranno coinvolti – insieme ad altri – nel primo turno di elezioni amministrative. Per Salvini, la festa della Liberazione è stata da intendersi come “liberazione dalla mafia e dalla criminalità organizzata”. Ma parlando di Siri, il ministro ha ribadito il rifiuto categorico di ogni possibile passo indietro.

“Siri resta dov’è. Ci mancherebbe altro. Chiarirà tutto”. Gli ho chiesto ‘sei tranquillo?’, mi ha detto di sì, e gli ho risposto che se è tranquillo lui, lo sono anche io. Vuole essere ascoltato prima possibile dai magistrati”. “Sembra, e sarebbe gravissimo – ha concluso il leghista, che quelle intercettazioni di cui si parla da giorni non esisterebbero”.

Per Di Maio , invece “Siri si deve dimettere e se non lo fa, lo chiederemo con ancora più forza, all’interno del governo”. Il ministro dello Sviluppo economico è ha passato la giornata tra Roma e l’Umbria, dove ha ribadito: “Lo dico a tutti, anche al presidente del Consiglio, perché noi in qualche modo lo abbiamo disinnescato e neutralizzato togliendogli le deleghe, ma quella è un’indagine di corruzione che riguarda anche fatti di mafia”.

Ma a rincarare la dose contro Salvini è stato anche il presidente della Camera, Roberto Fico (M5S): “C’è l’innocenza fino a prova contraria, ma quando ci sono situazioni particolarmente gravi, i partiti devono senza dubbio dare una risposta forte”.

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