Un portavoce delle chiese cristiane in Terra Santa ha accusato Israele di discriminare i turisti cristiani durante il periodo delle festività natalizie, citando il divieto d’ingresso a stranieri a causa della variante Omicron ripristinato alla fine di novembre e prorogato almeno fino al 29 dicembre, e alcune esenzioni che sarebbero state concesse al “turismo ebraico”.
Secca la smentita del Ministero degli esteri israeliano: “Queste infondate accuse di condotta discriminatoria sono oltraggiose, false e pericolose. Ci aspettiamo che i leader religiosi non promuovano infondati discorsi di odio e istigazione che servono solo a gettare benzina sul fuoco dell’antisemitismo e possono sfociare in violenze e far del male a innocenti. Il preposto Comitato – continua la nota del Ministero – esamina ogni richiesta (di esenzione) senza pregiudizi né discriminazioni verso alcuna razza o religione. Nei giorni scorsi il Comitato ha rilasciato numerosi permessi, sia a ebrei che a cristiani, e alcune delle richieste approvate provenivano dalle autorità ecclesiastiche in Israele, compresi permessi d’ingresso nel paese di sacerdoti per le imminenti festività cristiane”.