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Insegnante vaccinato contrario al green pass: “Tentativo di discriminazione sociale”

Voce Contro Corrente

Insegnante vaccinato contrario al green pass: “Tentativo di discriminazione sociale”

venerdì 10 Settembre 2021 - 08:01
Insegnante vaccinato contrario al green pass: “Tentativo di discriminazione sociale”

La scelta di rendere obbligatorio il green pass nelle scuole sta dividendo gli insegnanti in due fronti. O forse tre. Chi è contro, chi è pro e chi è vaccinato ed è ugualmente contro. Scopriamo perchè leggendo la lettera ricevuta da un professore ligure al nostro indirizzo di posta info@vocecontrocorrente.it.

“Sono un insegnante e considero la questione del green pass da un punto di vista educativo. Sono preoccupato perché sembra mancare tra i professori un pensiero critico su quanto sta avvenendo. Io sono a favore del vaccino per gli adulti e ho fatto le mie due dosi, ma sono contrario al green pass come lasciapassare nelle scuole.

Essendomi vaccinato mesi fa potrei essere portatore asintomatico del virus, ma col green pass posso accedere comunque a scuola. Impedire, quindi, ad un professore di entrare in aula, cioè ad una persona di andare a lavorare, non può essere una forma di tutela. Malgrado questa evidente contraddizione, la maggior parte dei professori è disposta ad accettare una direttiva così visibilmente imprecisa.

Si vuole giustificare questo provvedimento con la parola “responsabilità” che il singolo dovrebbe avere nei confronti degli altri, ma il concetto posto in questi termini risulta povero e fuorviante. Se si passa il messaggio che una parte della popolazione può essere isolata perché potenzialmente malata di COVID mentre l’altra accolta perché munita di “certificazione verde”, allora già solo per questo il concetto di responsabilità è snaturato e sostituito da una comunicazione volta a dividere e non a proteggere.

Porgendo la giusta considerazione a chi è stato toccato da vicino dalla malattia e a chi vorrebbe una vaccinazione obbligatoria per tutti, qui la mia attenzione è rivolta al fatto che la maggioranza dei cittadini è convinta che il green pass sia la migliore forma di tutela possibile. Quest’idea porta a tollerare un intervento di discriminazione sociale e individuale, e noi professori stiamo accettando una simile disposizione proprio all’interno della scuola.

A prescindere da complottismi e fanatismi, qui stiamo parlando di consapevolezza e responsabilità. Il discorso ha una portata tale da reclamare riflessioni profonde. Dovremmo prenderci il tempo necessario, metterci in ascolto, lasciar perdere facili conclusioni e aiutare i ragazzi a costruire un pensiero organico e multiforme.

Tra pochi giorni entrerò in classe per insegnare apertura ed equilibrio, bellezza e complessità. E gli studenti che sapranno raggiungere simili risultati, cosa potranno mai pensare, allora, del green pass?

Mi rivolgo, quindi, ai professori: partendo da questi presupposti, che cosa vogliamo fare? Proviamo a dire qualcosa di nuovo?”

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