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Petizione all’Onu contro l’utero in affitto: la posizione di Femina Europa

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Petizione all’Onu contro l’utero in affitto: la posizione di Femina Europa

sabato 04 Settembre 2021 - 13:10
Petizione all’Onu contro l’utero in affitto: la posizione di Femina Europa

Come Pro Vita & Famiglia e Ordo Juris, Femina Europa sostiene la petizione all’Alto Commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani per la modifica della Convenzione sui diritti del fanciullo contenente il divieto internazionale di utero in affitto.

Questo il discorso tenuto in occasione della conferenza stampa del 2 settembre scorso, di cui abbiamo parlato diffusamente qui.

«Femina Europa è una ONG francese, che promuove la dignità umana delle donne e delle ragazze nel rispetto della complementarietà tra uomini e donne. Ecco perché da molti anni è scesa in campo contro l’utero in affitto, una nuova forma di schiavitù per le donne e bambini. Le donne sono trattate come fabbriche di bambini e i loro bambini sono “prodotti” in vendita, che si suppone siano privi di difetti, altrimenti vengono abbandonati o uccisi tramite aborti selettivi ed eugenetici. Femina Europa vuole sottolineare le posizioni ambigue di alcuni governi e organismi internazionali.

Due esempi:
Nel marzo 2016, a Strasburgo, al Consiglio d’Europa, sono state condannate tutte le forme di maternità surrogata, sia commerciale che “altruista” ed è stata bocciata la proposta di Petra de Sutter, un noto ginecologo belga trans, capo del Dipartimento di Medicina della Riproduzione dell’Ospedale Universitario di Gent. L’onorevole che aveva promosso la risoluzione a favore dell’utero in affitto ha lavorato nel mercato indiano della maternità surrogata, nella clinica “Seeds of Innocence” a New Delhi. E il Consiglio non ha mai ritenuto opportuno reagire a questo evidente conflitto di interessi.

Secondo esempio: la maternità surrogata è vietata in Francia, ma vi si tengono fiere e saloni che la promuovono. Il prossimo salone, chiamato “Désir d’enfant” -desiderio di bambino – si tiene a Parigi, il 4 settembre. E non c’è alcuna condanna da parte del governo francese, che lascia mano libera alla lucrativa attività commerciale.

Alla luce di tutto questo è importante sostenere la petizione di Ordo Juris per rafforzare l’esistente Convenzione sui diritti del fanciullo: è un passo per proteggere la dignità della donna e diritti dei bambini».

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