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Una petizione all’Onu per il divieto internazionale di utero in affitto

Voce Contro Corrente

Una petizione all’Onu per il divieto internazionale di utero in affitto

giovedì 02 Settembre 2021 - 21:04
Una petizione all’Onu per il divieto internazionale di utero in affitto

Pro Vita & Famiglia si è unita alle associazioni di tutta Europa che hanno aderito all‘iniziativa di Ordo Juris di presentare all’ Alto Commissario per i diritti umani delle Nazioni Unite, in occasione dell’imminente anniversario dell’adozione della Convenzione sui diritti del fanciullo da parte dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite, e in considerazione della tutela dei diritti umani universali, in particolare i diritti inclusi nella Convenzione sui diritti del fanciullo, un Protocollo opzionale alla Convenzione sui diritti del fanciullo da presentare alla prossima riunione dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite e di fare appello agli Stati membri affinché lo firmino, allo scopo di vietare a livello internazionale l’utero in affitto.

Vale la pena ricordare l’articolo 8 della Convenzione, che sancisce il diritto del minore di «preservare la propria identità, compresa la nazionalità, il nome e i rapporti familiari». Secondo l’articolo 21 della Convenzione, l’interesse superiore del minore dovrebbe essere al centro della massima tutela. La stessa disposizione obbliga gli Stati parti della Convenzione a prendere tutte le misure necessarie per garantire che le persone coinvolte nel processo di adozione non ne traggano un guadagno finanziario improprio. L’utero in affitto è in contrasto con tutto questo. Il Protocollo opzionale aggiuntivo obbligherà gli Stati a intraprendere azioni concrete contro il turpe mercimonio. Per esempio, gli Stati firmatari si impegnano a vietare la pratica dell’utero in affitto, nonché l’organizzazione, l’intermediazione, la complicità e la pubblicità di tali pratiche; si impegnano a garantire che l’organizzazione, l’intermediazione, il favoreggiamento e la pubblicità di maternità surrogata siano punibili con sanzioni adeguate, indipendentemente dal fatto che tali reati siano commessi in quello Stato o all’estero da individui o in modo organizzato. Per presentare questa iniziativa Ordo Juris ha indetto una conferenza stampa on line che si è tenuta il 2 settembre alle 11.00 e ha visto la partecipazione di

Alix Lejard, in rappresentanza di Femina Europa (Francia), Aleksandra Mielewczyk, del centro per la vita e la famiglia (Polonia), Robert Bąkiewicz , organizzatore della “Marcia per l’indipendenza” (ma che è intervenuto – ha detto – in quanto padre di quattro figli), Moritz Scholtysik, dell’Iternational Youth Coalition, Juan Jose Liarte Pedreno, esponente del partito spagnolo Vox, e Francesca Romana Poleggi, membro del direttivo di Pro Vita & Famiglia.

Nel suo intervento, la Poleggi ha dettto che i risvolti agghiaccianti dell’iutero in affitto sono poco conosciuti perché quelli che vogliono “regolare” l’utero in affitto sono molto potenti. Facilmente dominano i media e strumentalizzano le persone disperate per avere un bambino. Ha ricordato che Gary Powell, un attivista gay di vecchia data, mette in guardia anche il mondo Lgbt: le coppie gay sono strumentalizzate dalla lobby delle agenzie per la fertilità: mandano loro in prima linea nella battaglia per la legalizzazione e poi, in realtà, fanno milioni di profitto soprattutto con le coppie etero. Gli stessi compratori di bambini sono spesso illusi e imbrogliati dal miraggio di un bambino “su misura” che non sempre arriva come previsto.

Pochi riflettono sul fatto che quasi sempre le madri surrogate sono spinte da generosità e altruismo, non solo dal bisogno di denaro. Soprattutto nei Paesi ricchi, come la California. Poi si rendono conto che diventano comunque schiave dei compratori (i contratti che firmano – nei paesi sviluppati, dove esiste uno “stato di diritto” – sono contratti capestro; nei Paesi in via di sviluppo spesso non hanno neanche un contratto da far valere); esse soffrono sempre e comunque di un abuso psicologico: in generale le agenzie e i compratori, abusano della naturale tendenza umana a voler aiutare il prossimo.

Pochi considerano che l’utero in affitto presuppone la fecondazione artificiale che provoca danni seri, fisici e psichici, alle donne e ai bambini di cui nessuno parla (e le donne non sono informate in modo veritiero e corretto); e l’utero in affitto crea ancor più danni alla salute fisica e psichica di donne e bambini: la salute delle donne viene spesso compromessa per sempre. MOLTE DONNE MUOIONO. Ma in questo caso la tutela della salute sessuale e riproduttiva delle donne non interessa a nessuno, e i bambini nati da utero affittato oltre ai problemi fisici che spesso hanno i “bambini artificiali”, presentano spesso problemi psicologici e psichiatrici

La nostra Direttrice editoriale ha poi sottolineato che non esiste la “maternità solidale” la “gestazione per altri altruistica”: c’è sempre un congruo rimborso spese… e se la surrogata è un’amica o una parente, che lo fa davvero gratuitamente, si svilupperanno verosimilmente conflitti sull’educazione del bambino. Capita anche quando i genitori sono solo due! Senza contare quei casi in cui al bambino bisognerà spiegare, per esempio, che la nonna è anche mamma e quindi il papà è anche fratello …

«Per tutti questi motivi – ha concluso la Poleggi – credo che sia nostro dovere lottare apertamente contro ogni forma di maternità surrogata, senza se e senza ma. L’utero in affitto DEVE diventare un reato internazionale! I bambini non si comprano e neanche si regalano».

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