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In Spagna cancellati i termini “padre” e “madre” dal Codice Civile

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In Spagna cancellati i termini “padre” e “madre” dal Codice Civile

sabato 03 Luglio 2021 - 17:58
In Spagna cancellati i termini “padre” e “madre” dal Codice Civile

In Spagna si sta per approvare la nuova legge sul diritto di famiglia. Una delle conseguenze dell’entrata in vigore della nuova norma, scrive El Mundo, sarà la sostituzione dei termini “padre” e “madre” dai pertinenti articoli del codice civile. Appariranno come “genitori” e, se il riferimento è individuale, verranno sostituiti dalla formula ” genitore incinta” e “genitore non gravido”.

Il progetto preliminare portato al Consiglio dei ministri dal Dipartimento per la parità si chiude con un elenco di disposizioni finali che ritoccano articoli di altre leggi, in particolare del codice civile. In una decina di articoli vengono modificati i riferimenti al padre o alla madre. Un esempio. L’attuale legge stabilisce che “il padre e la madre, pur non avendo la potestà genitoriale, sono obbligati a vegliare sui figli minorenni ea provvedere loro gli alimenti”.

Con la legge Trans, oltre a un ritocco sintattico, il discorso cambia: «Pur non avendo potestà genitoriale, entrambi i genitori sono obbligati a vegliare sui figli minorenni e a fornire loro il cibo». Questo articolo è inserito nel titolo del codice civile dedicato a “paternità e filiazione”, che comprende la maggior parte delle modifiche insieme a quello dei “rapporti paterno-filiali”. Lo stesso accade nell’articolo che regola l’ordine che si desidera scegliere per i cognomi del bambino.

“Se la filiazione è determinata da entrambe le linee, il padre e la madre di comune accordo potranno decidere l’ordine di trasmissione del rispettivo primo cognome”, recita la norma vigente. Quello che dovrebbe essere approvato cambia padre e madre in “genitori”. In altri articoli del codice civile, padre e madre diventano “padre o genitore non gestante” e “madre o genitore gestante”. C’è un’altra modifica rilevante nel Codice Civile, questa volta riferita al matrimonio. L’articolo che apre il capitolo dice da 40 anni – è dal 1981, della Legge sul divorzio – che “gli uomini e le donne hanno il diritto di sposarsi secondo le disposizioni di questo Codice”. Quella formulazione è sopravvissuta alla legalizzazione del matrimonio gay, perché non richiedeva letteralmente che il matrimonio fosse tra un uomo e una donna. Bastava poi aggiungere che i matrimoni tra persone dello stesso sesso avrebbero avuto pari diritti. Ma la legge Trans sta per cambiarlo levando l’esplicito riferimento a “uomini” e “donne”.

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