x

Selezionati per te (1 di 1 articoli):

<< >>

Una congregazione Americana ordina un pastore transgender

Voce Contro Corrente

Una congregazione Americana ordina un pastore transgender

Alessandra Barbato

 |
venerdì 18 Giugno 2021 - 20:49
Una congregazione Americana ordina un pastore transgender

È sempre più netta la spaccatura tra la storica Chiesa Battista Americana (quella del noto e compianto evangelista Billy Graham) e le congregazioni sorte da essa denominate Cooperative Baptist Fellowship. Il solco attorno ai fattori chiave si è fatto inesorabilmente inconciliabile dopo l’ordinazione del primo pastore transgender da parte della Baptist Fellowship e nello specifico dalla chiesa dell’Università di Bloomington nello Stato dell’Indiana. Si tratta di Laura Bethany Buchleiter, trans che si identifica come donna e sembrerebbe il primo caso nella (breve) storia delle Cooperative Baptist Fellowship.

Va detto che in generale non è la prima volta che nel mondo la Chiesa, sia cattolica o protestante, si mostra così concretamente aperta nei confronti delle tematiche LGBTQ arrivando addirittura a dare degli incarichi di leadership a gay, lesbiche o transgender.

Il neo pastore trans, che inizialmente assumerà il ruolo di “pastore ad interim” in una congregazione della Chiesa “Unita di Cristo” a Green River, nel Wyoming, ha dichiarato: “Sono entrata nella chiesa Battista attraverso la ‘Wilshire Baptist Church di Dallas’, in Texas, in un momento in cui la congregazione stava definendo il proprio status di chiesa aperta nei confronti della categoria LGBTQ. Ho iniziato a studiare i temi del ‘The Reformation Project’ (un’organizzazione cristiana che promuove i LGBTQ all’interno della chiesa). Ho partecipato a conferenze, collaborato fattivamente all’organizzare delle stesse ed è stato in quei momenti che si è ravvivata in me la chiamata a servire Dio e la Chiesa”.

Molti, in particolare i conservatori teologici come il pastore della chiesa Battista del Texas, Robert Jeffress, hanno sostenuto che l’ideologia transgender è intrinsecamente incompatibile con il cristianesimo.
Si difende il pastore della ‘University Baptist Church’, Annette Hill Briggs, che ha spiegato che l’ordinazione è arrivata dopo che la Buchleiter ha vissuto in totale quattro anni di tirocinio ministeriale supervisionato, laureandosi e conseguendo anche un master in teologia. Briggs ha infine sottolineato che l’ordinazione è stata una decisione popolare, poiché è stata approvata all’unanimità da tutti i membri della chiesa.

“All’unanimità”, dice il pastore Briggs, risulta difficile crederlo sapendo quanto sia dibattuto l’argomento all’interno di una piccola cerchia di persone, figuriamoci nell’ambito di una grande comunità religiosa. Ma il punto non è questo.

Un pastore transgender? Un prete gay? Il punto è che la cronaca dei fatti sta pian piano sdoganando anche questo argomento che fino a qualche anno fa era impensabile anche solo ipotizzare. Codeste news ancora “fanno notizia”. Chissà ancora per quanto. Il tempo ci dirà; intanto ognuno custodisce il proprio pensiero che va rispettato e non perseguitato da leggi o organi sovraordinati.

Alessandra Barbato

0 commenti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Commenta