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Ma Battiato chi andava a cercare?

Voce Contro Corrente

Ma Battiato chi andava a cercare?

Diego Torre

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giovedì 20 Maggio 2021 - 20:56
Ma Battiato chi andava a cercare?

Definire con esattezza il pensiero religioso di Franco Battiato è impresa ardua se non addirittura impossibile, anche per l’insofferenza del maestro a verità definite. C’è però una canzone , del 1988, che alle mie orecchie assolutamente cristiane suona in modo accattivante e fascinoso: E ti vengo a cercare.

Il pezzo inizia con un appello sommesso e implorante rivolto ad un “Qualcuno” a cui si dichiara con umiltà: “ho bisogno della tua presenza Per capire meglio la mia essenza.” Addirittura! Chissà chi sarà?

Ma poi la musica comincia a farsi martellante, il ritmo cresce e si constata che quel bisogno non è soltanto personale. “Questo sentimento popolare nasce da meccaniche divine un rapimento mistico e sensuale mi imprigiona a te”. Un Qualcuno che ti rapisce a tal punto che ti cambia la vita: “Dovrei cambiare l’oggetto dei miei desideri. Non accontentarmi di piccole gioie quotidiane. Fare come un eremita che rinuncia a sé”.

Ritorna poi la preghiera implorante. “E ti vengo a cercare con la scusa di doverti parlare perché mi piace ciò che pensi e che dici perché in te vedo le mie radici”. E se il mondo non capisce e va in direzione opposta? “Questo secolo oramai alla fine saturo di parassiti senza dignità mi spinge solo ad essere migliore con più volontà”.

Certo non è facile andare controcorrente. Si entra in un processo ascetico non facile. “Emanciparmi dall’incubo delle passioni”. E così facendo entri nell’imitazione del Qualcuno che diventa un’autentica trasfigurazione.
“Cercare l’Uno al di sopra del Bene e del Male. Essere un’immagine divina Di questa realtà”. Ritorna infine la dichiarazione d’amore ma ora il tono è enfatico, liberatorio e gioioso. “E ti vengo a cercare perché sto bene con te perché ho bisogno della tua presenza”.

E questa finale esplosione di gioia sfuma in un dolcissimo canto gregoriano; di quelli insomma che eseguono in Cielo. Chissà se San Giovani Paolo II, ascoltando compiaciuto questa canzone, ha fatto le stesse riflessioni! Rimane il mistero del successo, soprattutto fra i giovani, di questo ermetico autore che ha seminato stile e spiritualità in un mondo materialista e consumista. La spiegazione è forse in quella famosa bellezza che salva il mondo. Speriamo allora che Franco abbia trovato Chi ha sempre cercato e che questo Qualcuno lo premi per il contributo di eleganza e di spiritualità che ci ha dato nella sua intensa vita artistica.

Letto l’articolo… riascoltate il pezzo. Ne vale la pena.

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